Il gol di Dybala con cui la Juventus aveva espugnato l’Olimpico aleggiava sugli spalti del San Paolo a pochi minuti dal fischio d’inizio. A quello finale lo spettro ha preso forma e si è trasformato in un incubo per i tifosi partenopei. La Roma espugna Napoli con un perentorio 4-2, ribaltando lo svantaggio iniziale e resistendo agli assalti della squadra di Sarri, stasera meno lucida del solito, anche se non le sono mancate le occasioni.

Nel Napoli Hamsik non recupera dall’influenza, al suo posto Sarri sceglie Zielinski, formazione annunciata nella Roma con il rientro dei senatori: Florenzi in difesa, De Rossi a centrocampo, Dzeko in attacco. I moduli sono speculari ma con una diversa interpretazione. In avvio i ritmi sono altissimi, nel giro di un paio di minuti Perotti e Mertens spavento i rispettivi portieri avversari e dopo 6 minuti il Napoli è già in vantaggio: Zielinski allarga per Mario Rui, cross rasoterra dalla corsia di sinistra, Insigne fa un passo indietro e si libera di Fazio e Manolas, l’attaccante tutto solo apre il piatto destro e mette la palla all’angolino. Sembrava il prologo a uno show azzurro con la Roma già pronta alla resa, ma i giallorossi non fanno quasi in tempo a centrare il pallone per la ripresa del gioco che trovano il pareggio. Nainggolan serve Ünder sullo scatto, il turco entra in area di rigore e calcia di sinistro, la deviazione di Mario Rui crea una traiettoria anomala che beffa Reina. Il Napoli non ci sta e aumenta la pressione. Si gioca nella metà campo romanista, Alisson (incerto giusto in un paio di controlli) ci mette come al solito un paio di pezze, Insigne ci prova da tutte le parti, le sue giocate, i controlli di palla, i cambi di direzione, lasciano ogni sul posto i difensori romanisti. Ma nel momento migliore del Napoli, arriva improvviso il gol del vantaggio romanista. Al 26′ azione manovrata della Roma in cui praticamente tutta la squadra tocca il pallone. Alla fine Florenzi crossa dalla destra per la testa di Dzeko che vince il duello con Albiol e insacca. Il Napoli accusa il colpo e la manovra diventa meno fluida, merito anche di una Roma accorta e schierata con un 4-3-3 che in fase difensiva si trasforma in un 4-1-4-1.

Nella ripresa il Napoli riparte senza cambi e ricomincia a macinare gioco. Sarri chiede a Insigne di insitere dalla parte di Florenzi, Callejon colpisce un palo da calcio d’angolo al 59′, la Roma è pericolosa soprattutto nelle ripartenze. Sarri gioca la carta Hamsik, al 65′ giocata deliziosa di Insigne che non trova la porta per pochi centimetri: il dodicesimo tiro della partita nello specchio fino a quel momento. Di Francesco toglie Ünder per Gerson e dopo un minuto la Roma trova il terzo gol. Palla di Nainggolan a tagliare il campo per Dzeko, controllo del bosniaco e sinistro a giro imprendibile per Reina. Dzeko torna al gol e trova una doppietta al San Paolo proprio come lo scorso anno. Lo stadio, senza tifosi romanisti, è sotto shock ma non smette incitare il Napoli: Sarri getta Milik nella mischia, Insigne prova a fare tutto da solo ma per due volte trova ancora una volta Alisson sulla sua strada. A dieci minuti dalla fine la Roma chiude il match: cross di Kolarov, svarione di Mario Rui che di tacco rinvia corto, per l’accorrente Perotti è un gioco da ragazzi segnare il classico rigore in movimento. Pasticcio della Roma al minuto 84: Pellegrini mette in difficoltà Alisson che è costretto a parare il retropassaggio: punizione a due in area piccola, Mertens calcia a botta sicura ma Florenzi respinge sulla linea. Nel recupero ancora Mertens accorcia le distanze, ma per il Napoli non è serata. La Juve resta a -1 con una partita da recuperare. La Roma riagguanta il terzo posto momentaneo scavalcando la Lazio e aspettando il risultato del derby di Milano. L’appuntamento del 22 aprile allo Stadium di Torino con tutta probabilità deciderà chi vincerà lo scudetto tra i bianconeri e il Napoli.