“Grazie di essere venuti, giuro che mi sento come a casa, come mi sono sempre sentito qui, perché io non tradisco. Ho fatto quello che ho fatto e sono stato felicissimo a Napoli. Ringrazio tutti quelli che sono qui, siamo tutti amici. Ma mi hanno detto che abbiamo avuto qualche problema perché il ticket costava 300 euro. Sai perché lo abbiamo fatto? Perché ci hanno detto che Pelé stava facendo uno spettacolo per 200. È quello deve arrivare sempre secondo”.

Cori da stadio e maglie azzurre nel foyer, 1300 biglietti polverizzati nonostante i prezzi. E’ la notte di Diego Armando Maradona al teatro San Carlo. All’ex calciatore argentino, Alessandro Siani ha dedicato “Tre volte 10”, uno show per ricordare i 30 anni dal primo scudetto del Napoli. Diego entra in scena sulle note rock di “Life Is life”. Nella buca riservata di solito agli orchestrali, ci sono 50 ragazzi del rione Sanità.

Si comincia con Peppe Lanzetta che racconta il ritorno di Maradona: “‘o rre è turnato. Poi l’abbraccio con il massaggiatore Salvatore Carmando. Fischi del pubblico e battutaccia di Maradona quando compaiono le immagini di Platini e Blatter, ex presidenti di UEFA e FIFA. blatter. “Non siamo dei ladri”.  E quando compaiono le foto di mazzette di soldi, rincara la dose e, rivolto a De Laurentiis, dice i “i soldi possono rimanere questi sono quelli che sono rimasti di Platini e blatter che si sono portati via tutto”

C’è anche Diego junior e Maradona si rivolge a lui in pubblico per dire: “Faccio le scuse dopo trent’anni a mio figlio Diego. Scusa, ma adesso non ti lascerò mai più”, dice chiudendo lo show. Poco prima parole di elogio per il presidente del Napoli Aurelio de Laurentiis:”Vuole quello due vogliamo noi: vincere. Abbiamo fiducia in lui”.