Festa della donna oggi all’insegna di scioperi e manifestazioni in tutto il mondo, contro discriminazioni e violenza. In Italia incrociano le braccia per 24 ore alcune sigle del settore pubblico: disagi per chi usa i mezzi pubblici, ma anche per le scuole e la sanità. La Liguria vieterà l’ingresso in tutti gli uffici pubblici regionali a chi indossa il burqa, annuncia Toti.

E’ in corso lo sciopero di 24 ore del trasporto pubblico a Roma. Secondo l’ufficio Roma Servizi per la mobilità sono chiuse le tre linee metropolitane, A,B e C e la Roma Lido. La Roma Viterbo è chiusa con possibili riduzioni di corse. Per bus e tram sono “possibili cancellazioni di corse o sospensioni di linee. Sempre a causa dello sciopero è chiuso anche lo sportello al pubblico di Roma Servizi per la Mobilità in piazzale degli Archivi”, si spiega.

E’ al momento “regolare”, secondo l’Atm di Milano, il servizio di trasporto pubblico in città, durante la prima parte dello sciopero proclamato da diverse sigle sindacali per oggi dalle 8.45 alle 15 e dalle 18 alla fine del servizio. L’Azienda Trasporti ha fatto sapere che le 5 linee della metropolitana sono regolarmente in funzione. Utenti hanno riferito di alcuni disagi e ritardi sui mezzi di superficie.

Sta provocando pochi disagi agli utenti del trasporto pubblico a Napoli lo sciopero generale nazionale proclamato dall’Usb. Secondo quanto rende noto l’Anm, alle ore 11 risultavano rientrati nei depositi 34 mezzi sui 280 previsti in servizio. L’astensione dal lavoro, quindi, ha raggiunto il 12 per cento di adesioni. Regolari la linea 1 della Metropolitana e le Funicolari.

Niente sciopero per 8mila aziende rosa terremotate – Non c’è voglia né tempo di scioperare l’8 marzo nelle quasi 8 mila aziende agricole e stalle condotte dalle donne nelle zone terremotate, spiega la Coldiretti. Il clima è molto diverso dal solito, come conferma Barbara Stocchi di Leonessa in provincia di Rieti. “Sono le preoccupazioni ad assillarci, non possiamo certo incrociare le braccia oggi – dice -. Le nostre pecore sono al sicuro perché quando è arrivata la prima scossa eravamo nella transumanza nelle montagne del reatino, ma la casa e il magazzino per la stagionatura dei formaggi sono fuori uso”. “Altro che festeggiamenti o scioperi – afferma Emanuela Ripani, imprenditrice agricola e agrituristica abruzzese di Pietracamela nel Teramano -. Tutto è fermo e non abbiamo avuto alcuna prenotazione per l’8 marzo. Continueremo l’attività di sempre, anche se il caseificio è chiuso per mancanza del latte delle pecore, ancora stressate dal terremoto e dal freddo di gennaio. Per fortuna ci saranno nascite di agnelli, che rappresentano una garanzia di continuità del lavoro”. “L’8 marzo sarà un nuovo giorno di attesa – afferma Mariella Salvatori, di Castelluccio di Norcia (Perugia) – per liberare la strada che dalla mia casa porta all’altopiano dove lavoriamo per produrre la lenticchia. Tra una decina di giorni dobbiamo andare con i trattori a seminare, abbiamo investito tanto in questa attività e adesso è tutto fermo”. “Oggi entrerò come ogni mattina nella stalla e nei capannoni inagibili per dare da mangiare ai miei animali, rischiando che mi cada addosso il resto del tetto – spiega Alba Alessandri, allevatrice di Serravalle in Chienti (Macerata) -. Per il terremoto sono stata costretta a dare via metà delle galline ovaiole che allevo, perché per loro non sono state previste tensostrutture provvisorie. Per le mucche ho fatto richiesta di una stalla mobile che non so quando e se arriverà, dopo mesi di promesse. Le istituzioni ci hanno abbandonato, ma io voglio andare avanti, anche se qui nelle Marche la burocrazia sta facendo più danni del sisma”.

Sciopero: disagi trasporti, scuola e sanità
Lo sciopero globale in occasione dell’8 marzo
, lanciato in Argentina e poi ripreso da una quarantina di Paesi nel mondo, in Italia è stato proposto dal movimento ‘Non una di meno’, ha visto l’adesione di diverse sigle di base e avrà una durata di 24 ore. Gli stop previsti riguardano soprattutto trasporti, scuola e sanità.

Per quanto riguarda il trasporto pubblico locale, alcune aziende municipalizzate hanno fornito le stime dei disagi. In particolare, a Milano l’agitazione è prevista dalle 8.45 alle 15.00 e dalle 18.00 al termine del servizio; a Roma l’agitazione coinvolgerà bus, tram, metropolitane, ferrovie Roma-Civitacastellana-Viterbo e Roma-Lido e le linee periferiche gestite dalla società Roma Tpl. Il servizio sarà comunque regolare durante le due fasce di garanzia: fino alle 8,30 e dalle 17 alle 20. Non garantito il servizio dei bus notturni e della linea 913 nella notte tra l’8 e il 9 marzo. Durante lo sciopero, nelle stazioni metroferroviarie che resteranno, eventualmente, aperte potrebbero non essere disponibili i servizi di montascale, ascensori o scale mobili; a Napoli, infine, per le linee tram, bus e filobus il servizio sarà garantito dalle ore 5.30 alle ore 8.30 e dalle ore 17 alle ore 20. Lo sciopero interesserà anche i trasporti aerei dalla mezzanotte di martedì 7 marzo alle 23.59 di mercoledì, e i treni: Trenitalia ha comunicato che lo sciopero inizierà a mezzanotte di martedì 7 marzo e si concluderà alle 21 dell’8 marzo. Le Frecce circoleranno regolarmente ma i treni regionali potranno subire ritardi, cancellazioni e variazioni. Per i treni a lunga percorrenza le modifiche sono riportate sul sito. Anche sul sito di Italo è pubblicata la lista dei treni garantiti.

Il mondo della scuola è coinvolto con la protesta proclamata dalla Flc-Cgil per l’intera giornata e quello della sanità dall’agitazione indetta da Cub-Sanità. Proprio questi due settori, secondo l’Usb, saranno quelli in cui la protesta avrà maggiore adesione. “La scuola, il commercio e la sanità, dove lavorano tante donne, sono settori che già rispondono molto durante gli scioperi generali quindi immaginiamo che rispondano anche meglio ad uno sciopero dedicato. Ma ci aspettiamo una forte adesione anche nel privato, in quei posti di lavoro meno garantiti dove tante lavoratrici sciopereranno per la prima volta”, avverte Licia Pera dell’Usb.