Napoli con altre undici città italiane (tra cui in Campania anche Caserta) sperimenta le pistole Taser e in prima linea c’è l’Arma che ne ha avute due in dotazione in questa fase e le ha affidate al Nucleo radiomobile di Napoli. Se è vero che saranno impiegabili solo da mercoledì, quando saranno testate solo sul territorio cittadino, è vero anche che i corsi di formazione per i 20 carabinieri che andranno in pattuglia con questo strumento in più per vegliare sulla sicurezza dei cittadini sono già partiti.

Ci sono infatti tre step nella preparazione del militare che dovrà impugnare il modello X2, prodotto dalla società americana Axon, pistole che sparano due dardi, collegati a fili conduttori che trasmettono una scarica elettrica di 5 secondi da 63 microcoulomb di elettricità, che può essere ripetuta nel caso non si sia ottenuto l’effetto di stordire la persona che non è stato possibile bloccare nè verbalmente nè con la sola minaccia di uso del Taser. Oltre alla conoscenza dell’arma, è necessario anche un approfondimento giuridico sulle condizioni d’uso e uno medico, considerato che gli effetti della scaric, a volte anche letali ma in misura piccola percentualmente, comunque possono creare condizioni potenzialmente pericolose per la salute.

Gli operatori infatti chiameranno anche il 118, o via radio in contemporanea con la decisione di farla partire, o immediatamente dopo con altri mezzi di comunicazione. In Italia è consentito solo il Prob Mode, l’impiego cioè in quello che viene considerato il raggio di azione ottimale, una distanza tra operatore e bersaglio tra i 3 e i 5 metri (ma fino a una distanza di 7,60 metri il Taser funziona); non è possibile il Drive Stun Mode, quello cioè che vede il contatto diretto tra operatore e bersagli, con l’attivazione dell’arco elettrico dalla pistola mentre si è vicini, che potenzia gli effetti della scarica. Il ‘colpo’, i due dardi cioè che agganciandosi ad uncino alla pelle o agli indumenti trasmettono la scarica, viene indirizzato preferibilmente alla parte posteriore, all’addome basso, alle gambe.

Sono esclusi dunque, testa e collo, emitorace, ventre nelle donne per evitare di mettere eventuali gravidanze a rischio. Potenzialmente l’impiego non è proibito su minorenni, ma è chiaro che l’esperienza e la professionalità di chi maneggia il Taser eviteranno questa scelta se non in casi eccezionali. Da valutare anche il luogo dell’impiego, perché la contrattura muscolare che la scarica produce ha l’effetto di far cadere chi viene colpito e la caduta potrebbe essere più pericolosa della scarica. I Taser saranno utilizzati contro la criminalità comune e persone in stato di agitazione non ‘contenibili’ con metodi tradizionali, come il dialogo.

Fonte: https://www.agi.it/video/a_napoli_partita_la_sperimentazione_delle_pistole_elettriche_taser-4337701/video/2018-09-03/