NEW YORK, 2 MAG 2011 – Una ”piccola squadra” di Navy Seals, i leggendari incursori della Marina Usa, intervenuta in piena notte ad Abbottabad, in Pakistan, ha ucciso in un blitz Osama bin Laden. Nello scontro sono stati uccisi altre tre uomini e una donna, probabilmente una delle mogli del ricercato numero uno, mentre altre due sono rimaste ferite. La moglie di Osama si trovava in una posizione tale ”da servire da scudo” umano, ha spiegato in una conferenza stampa John Brennan, il consigliere antiterrorismo della Casa Bianca, ma non e’ chiaro se sia stata lei a piazzarsi tra il tiratore e il ricercato numero uno, o se Bin Laden (oppure uno dei suoi figli) l’ha usata espressamente come scudo umano. Nell’operazione, durata 40 minuti, gli Usa hanno perso uno dei due elicotteri con i quali hanno compiuto il blitz.

Il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, ha seguito l’operazione minuto per minuto dalla Situation Room della Casa Bianca. I dettagli del raid sono stati forniti ufficialmente dall’ Amministrazione Usa, che ha convocato in piena notte una ‘conference call’ alla quale hanno partecipato ”dirigenti americani” di cui volutamente l’amministrazione per ragioni di sicurezza non ha reso noti ne’ i nomi ne’ l’incarico. L’operazione e’ stata autorizzata il 29 aprile da Obama dopo cinque briefing tenuti tra fine marzo e aprile, ai quali ha partecipato ”un numero molto ristretto di persone”.

I briefing erano stati convocati per valutare l’attendibilita’ crescente di informazioni di intelligence raccolte fin dal settembre scorso, e di cui Obama era stato tenuto al corrente sistematicamente. Tutte puntavano nella stessa direzione: ”Vi erano fondate ragioni per ritenere che Bin Laden si nascondesse in un edificio di Abbottabad”, in Pakistan. Ma la conferma definitiva e’ venuta solo quando i Navy Seals hanno fatto irruzione nel rifugio e lo hanno ucciso. Il test del dna ha successivamente confermato che si tratta proprio di lui. L’ordine di entrare in azione e’ stato dato da Obama ieri, 1/o maggio. L’azione e’ scattata quando in Pakistan era notte fonda, le 00:30 ora pachistana (le 21:30 italiane), secondo la ricostruzione di alcuni media americani.

Dopo un viaggio di una quarantina di minuti su due elicotteri, probabilmente dall’ Afghanistan, ad Abbottabad i Navy Seals – 20-25 uomini secondo Fox News, che azzarda una cifra – sono penetrati nell’iperprotetta villa-nascondiglio, lo hanno ucciso con un colpo in faccia e sono volati via con il suo corpo, perdendo nell’azione uno dei due velivoli. Quando, poco prima della mezzanotte di Washington (le 06:00 circa in Italia), ore dopo la fine del blitz, la morte di Bin Laden gli e’ stata confermata, Obama ha dato l’annuncio all’ America. E ha precisato che il fondatore di Al Qaida era stato ucciso ”dagli Stati Uniti”, da un team dell’antiterrorismo che ”ha preso in custodia il suo corpo”. Dal punto di vista dell’intelligence, i punti chiave dell’ operazione sono stati questi. Sono stati dapprima individuati alcuni del ‘corrieri’ dello ‘sceicco del terrore’, ”in particolare uno, di cui i detenuti post-11 settembre ci avevano fornito il nome di battaglia”, e’ scritto nel transcript della ‘conference call.

L’uomo e’ stato tenuto sotto controllo per mesi, fino a quando e’ stata individuata con certezza l’area in Pakistan in cui operava. Da li’ l’intelligence Usa e’ risalita all’ edificio di Abbottabad. ”Quando siamo entrati, siamo rimasti scioccati da cio’ che abbiamo trovato – ha detto una fonte citata nel transcript : un edificio unico, otto volte piu’ grande delle altre case, costruito nel 2005, accesso vigilato, un valore approssimativo di un milione di dollari, ma nessuno telefono ne’ collegamento a internet”. I Navy Seals sono entrati in azione seguiti da Washington da Obama in persona.

”Nel raid abbiamo perso un elicottero a causa di problemi meccanici. Il velivolo e’ stato fatto esplodere dal suo stesso equipaggio. Le forze d’assalto sono rientrate con l’altro elicottero. Nessun civile e’ stato colpito”. Il corpo di Bin Laden e’ rimasto in mano degli americani 12 ore, prima di essere sepolto in mare. Prima della sepoltura, intorno alle 07:10 (ora italiana) e’ stato celebrato un tradizionale funerale islamico a bordo della portaerei americana Carl Vinson, nelle acque settentrionali del Golfo Persico.

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