Michel Temer ha prestato giuramento come 37esimo presidente della Repubblica brasiliano. La cerimonia di insediamento si è svolta nel parlamento di Brasilia, circa tre ore dopo la destituzione a seguito di impeachment di Dilma Rousseff.

Il senato brasiliano aveva infatti precedentemente approvato la destituzione della presidente Dilma Rousseff con 61 voti a favore e 20 contrari. Dilma decade definitivamente dalla carica e Michel Temer s’insedierà come 37esimo presidente della Repubblica brasiliano.

In Brasile è salito “al potere un gruppo di corrotti indagati”, ha detto Dilma Rousseff, in una proclamazione pubblica poco dopo l’approvazione dell’impeachment a suo carico da parte del Senato. Dopo aver annunciato che ricorrerà “in tutte le istanze” contro la decisione di annullare il suo mandato, Rousseff ha poi sottolineato che il suo “non è un addio, ma un arrivederci fra breve”.

La lettera di sostegno di Papa Francesco a Dilma
Papa Francesco ha fatto giungere una lettera di sostegno alla presidente brasiliana Dilma Rousseff, che oggi rischia di essere deposta con un voto del Senato, secondo quanto ha rivelato all’ANSA Leonardo Boff, uno dei padri della Teologia della liberazione brasiliana nonche’ amico personale del papa argentino. ”Dilma ha ricevuto una lettera di sostegno da papa Francesco, del quale e’ diventata amica durante la Giornata mondiale della Gioventu’ di Rio. Ma per rispetto, la presidente non ha voluto renderne noto il contenuto. Ma so che contiene la condanna di un eventuale golpe e il sostegno alla democrazia di carattere sociale”, ha detto l’ex frate francescano che negli anni Ottanta venne costretto a lasciare il saio per le sue posizioni vicine al marxismo dall’allora cardinale Ratzinger. Boff, che e’ anche docente di etica ed ecologia ed ha contribuito, inviando suoi testi al Papa, alla preparazione dell’enciclica Laudato si’ di Bergoglio, ha definito il procedimento di impeachment ”un golpe della classe dei privilegiati, dei 71 mila ultraricchi che non hanno mai accettato i governi del PT di Lula e Dilma e che non accettano una democrazia sociale per tutti”.