Come riporta l’edizione online del Corriere dello Sport, per capire, per sapere, per aggiornarsi, per dialogare, per muoversi (pur senza averne l’urgenza), per cautelarsi: perché gli amici ogni tanto si sentono, Napoli e Udinese avranno modo di parlarsi, d’incontrarsi (virtualmente) e cominciare a scrutare meglio in se stessi, in quel mercato che decollerà prima o poi, ma senza fretta, e traccerà il futuro. Si (ri)parte ma avendo le certezze del passato, di quell’anno (fantastico nello spettacolo) che resta e l’interrogativo che ondeggia nella propria area di rigore, nelle quali bisognerà metter le mani: quelle di Alex Meret (20), possibilmente, calcisticamente il «più bello del reame», colui il quale sintetizza in sé l’Idea del Progetto, perché ha il talento, ha il carattere, ha le phisique du role, ha l’età. E’ il tormentone di questa estate (ce n’è sempre almeno uno) e comunque è una possibilità da verificare, discutendone distesamente in quello che può essere considerato un summit o anche un semplice aggiornamento, tra Aurelio De Laurentiis e Giampaolo Pozzo. Ma intanto c’è una cifra, quei venti milioni che rappresentano la valutazione dell’Udinese per il proprio enfant prodige: nessuno è impaziente, non lo è il Napoli che ha Reina (contratto di un anno ancora), Rafael e anche Sepe (nei quali crede); non possono esserlo in Friuli, dove tra Karnezis, Scuffet e Meret c’è abbondanza.