AVERSA – “La tobin tax è una necessità dei tempi moderni: l’Europa, per diventare quella immaginata dai nostri padri fondatori, deve iniziare ad avere tributi proprio e purtroppo quelli esistenti non sono sufficienti per rendere efficace il progetto europeo”. Lo ha detto l’europarlamentare Nicola Caputo nel corso del forum “Un’idea di tributo proprio per l’Unione Europea: imposta sulle transazioni finanziarie” organizzato dall’Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Napoli Nord.

“Il momento storico e politico attuale – ha evidenziato Caputo – ha determinato una presa di coscienza maggiore da parte degli stati membri: sono maturi i tempi per immaginare una tassa del genere che può risolvere una serie di problematiche in Europa”.

“La tobin tax colpisce le transazioni finanziaria, non viene imposta alle popolazioni – ha ricordato Antonio Tuccillo, presidente Odcec Napoli Nord – Può essere utile per intervenire sulle speculazioni: giusto che i nostri iscritti siano a conoscenza di tutte le novità”.
Secondo Eduardo Maria Piccirilli, docente di Diritto Tributario presso l’Università Parthenope, “si tratta di un tributo etico, che interviene là dove si è generata la crisi: esso infatti non colpisce l’economia reale e il lavoro ma la speculazione finanziaria”.

“La tobin tax potrebbe essere la soluzione per dare un autonomia all’Unione Europea che oggi gode ancora esclusivamente della finanza derivata”, ha evidenziato Fabio Benincasa, docente di Diritto Tributario della SUN. “Molte delle entrate europee le chiamiamo entrate proprie, ma in realtà sono tutte entrate che derivano da aiuti degli Stati con le loro imposizioni interne”.

In conclusione, per il docente della Parthenope Francesco Grammatico, “un sistema di tassazione unica in ambito europeo sarebbe auspicabile per evitare le difformità esistenti nei diversi sistemi fiscali. C’è una concorrenza fiscale molto forte nell’ambito dei vari paesi europei che cercano di attrarre le imprese”.