NAPOLI – “I giovani commercialisti chiedono a Governo e Parlamento semplificazione ed attuazione di quanto previsto dalle leggi. Abbiamo bisogno di certezze sulle norme e sulla programmazione dei prossimi anni. Crediamo che essere al centro del processo decisionale sia necessario, il nostro parere non può restare inascoltato perché siamo quelli che toccano con mano i problemi di famiglie ed imprese. Ci auguriamo che da Napoli inizi una fase di cambiamento, che possa rivalutare le eccellenze del nostro Paese”.

Lo ha detto Matteo De Lise, presidente del Comitato organizzatore del 55° congresso dell’Unione Giovani dottori commercialisti di Napoli, che si è svolto presso il Centro Congressi della Stazione Marittima nel Porto di Napoli. Presenti in città oltre 1500 giovani professionisti.

“In tema di evasione fiscale, i segnali positivi non mancano: il recupero dell’evasione è aumentato, nel 2004 si recuperavano circa 2,1 miliardi, oggi siamo a 19 miliardi. Il secondo segnale positivo –  ha detto Luigi Casero, viceministro dell’Economia e delle Finanze – è il recupero dell’adempimento spontaneo, oggi molti più italiani spontaneamente pagano il carico fiscale”.

“E’ evidente che le difficoltà restano: ad oggi – ha evidenziato Casero – l’Italia ha ancora un’evasione fiscale molto alta, sintomo che il sistema fiscale deve essere riformato e stiamo provando a farlo creando un nuovo rapporto tra fisco e consulente. Fatto questo, i numeri potranno cambiare e si potranno risolvere problemi e difficoltà di differente natura: ma per raggiungere i traguardi prefissati occorre aggredire frodi ed evasione”.

Il viceministro dell’Economia ha inoltre evidenziato come sia “fondamentale il compito dei commercialisti in ottica futura: occorre definire il loro ruolo nei prossimi 15 anni, questa non è una professione superata ma più attuale che mai, e con nuovi compiti. Oggi il commercialista è consulente a tutto campo delle imprese ed in alcuni casi può svolgere un ruolo terzo”.

Vincenzo Moretta, numero uno dei commercialisti napoletani, ha affermato: “I giovani rappresentano il nostro futuro e da qualche anno devono affrontare una fase di grande cambiamento globale. Da tempo insistiamo sul fatto che le nuove generazioni debbano prepararsi con maggiori competenze e specializzazione, soltanto così possiamo essere un valore aggiunto per le imprese”.

“I commercialisti hanno un ruolo importante in molti ambiti ed anche nel supporto alle imprese – ha evidenziato Massimo Miani, presidente Consiglio nazionale dei commercialisti -. Oggi lo stiamo facendo soprattutto nelle fasi di crisi, durante le quali proviamo a salvare le imprese: classico esempio della centralità della nostra funzione. I giovani? La professione guarda sempre alle nuove generazioni con l’obiettivo di ridare appeal ad una categoria dopo un periodo di riduzione delle iscrizioni”.

Fazio Segantini, presidente Unione giovani dottori commercialisti, ha sottolineato come sia necessario “affrontare a tutto tondo il tema della crisi d’impresa. Ci sono aspetti critici che vogliamo intercettare: non pensiamo ci sia bisogno di nuovi Albi, ma di maggiore attenzione alle specializzazioni”.
Ha introdotto i lavori il sindaco di Napoli Luigi de Magistris.