Non è punibile chi denuncia in tempo e offre elementi che consentano di blindare la prova del reato e di individuare i responsabili della corruzione. Non è ancora definitivo il testo su cui sta lavorando il ministero della Giustizia ma è quanto prevede la bozza del ddl anticorruzione (29 pagine) che sta circolando in queste ore. La novità è rappresentata dalla previsione” di una speciale causa di non punibilità per la spontanea, tempestiva e fattiva collaborazione”. Non è punibile, insomma, chi prima di essere indagato “entro tre mesi dalla commissione del fatto, lo denuncia spontaneamente e fornisce indicazioni utili per assicurare la prova del reato e individuare gli altri responsabili”.

“Una manovra economica mascherata”

Il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, porterà il testo in Consiglio dei Ministri domani, ha confermato il vicepremier Luigi Di Maio, parlando con i cronisti: “Se noi contrastiamo la corruzione con il nostro ddl – ha sottolineato – noi abbiamo più risorse, più merito e più fiducia per ricominciare a spendere ed aumentare la domanda interna”. Con la legge anticorruzione, secondo Di Maio, “c’è una manovra economica mascherata che secondo me si sta sottovalutando e che invece sarà molto importante”. “Contrastare la corruzione – ha sottolineato – significa togliere le mani dalla marmellata a tanti politici e funzionari pubblici che non vedranno mai più la Pubblica amministrazione dove si sono macchiati di questi reati”. “Ma soprattutto – ha concluso il vicepremier – significa recuperare risorse perché questo è un paese che perde decine di miliardi di euro all’anno in corruzione”.

L’obiettivo dei tecnici di via Arenula è quello di “rompere il muro di omertà e la catena di solidarietà che protegge fattispecie tipicamente bilaterali quali sono quelle corruttive”. Altra possibile novità è l’introduzione della procedibilità d’ufficio per il delitto di corruzione tra privati con l’abrogazione del comma che prevedeva la querela della persona offesa ” salvo che dal fatto derivi una distorsione della concorrenza dell’acquisizione di beni o servizi”. Pur migliorando la sua posizione negli ultimi anni nella lotta alla corruzione, l’italia- è scritto in premessa – nell’ ultimo rapporto della ong Transparency International occupa la 54 esima posizione su 180 Stati presi in esame. “Ciò nonostante, il livello di corruzione percepita nel settore pubblico è ancora molto alto e mantiene il nostro Paese in posizione lontana dai vertici della classifica europea”.

Con lo #SpazzaCorrotti corrompere non conviene più. Non sfidate la sorte, non sfidate lo Stato. Avete smesso di ammorbare l’Italia con i vostri loschi affari. https://t.co/c6yBiGjMqh

— Alfonso Bonafede (@AlfonsoBonafede) 4 settembre 2018

La “missiva” di Di Maio

“Cari corrotti, cari corruttori, vi invio questa missiva pubblica per informarvi ufficialmente del fatto che questa settimana il consiglio dei Ministri esaminerà il ddl del ministro Bonafede che abbiamo chiamato Legge Spazza Corrotti”, scrive su Facebook Di Maio, che lancia l’hashtag #SpazzaCorrotti invitando i cittadini a mandare un messaggio ai corrotti italiani che – dice – “sono fregati”. Secondo Di Maio, il ddl “è la prima seria misura contro la corruzione che viene discussa in Italia dal dopoguerra ad oggi. Praticamente non lascia alcuno scampo a chi corrompe e a chi viene corrotto. Per cui, in sostanza, corrompere non conviene più. A nessuno e in nessun caso”.

“Prima dell’approvazione di questa legge – afferma il ministro al Lavoro e allo Sviluppo economico – voi corrotti, ad esempio, potevate contare sul fatto che chi viene a proporvi una mazzetta per truffare un concorso o un appalto sia senza dubbio alcuno un corruttore certificato. Con lo Spazza Corrotti non sarà più così. Mentre ti propongono la tangente ci potrebbe essere un infiltrato delle forze dell’ordine proprio al tuo fianco perché pensi che faccia parte della combriccola. E invece è lì per arrestarti, un moderno Donnie Brasco. La figura dell’infiltrato, infatti, potrà ora occuparsi anche di corruzione grazie al nostro impegno. Avrete il terrore di accettare quella tangente e quindi magari non lo farete. Nel caso in cui, invece, qualcuno venisse beccato con le mani nella marmellata avrebbe un’altra bella sorpresa. Non potrebbe più mettere piede in un ufficio pubblico e neppure contrattare con la pubblica amministrazione. A vita! Mai più. Non c’è santo che tenga. Potrete anche patteggiare, ma il Daspo ad aeternum non ve lo toglie nessuno. Marchiati a vita. È un modo, l’unico giusto, per proteggerci da voi. Per proteggere lo Stato, gli imprenditori onesti che da anni chiedevano questa misura e tutti noi cittadini”.

Infine, prosegue Di Maio, “ripristineremo la perseguibilità d’ufficio per alcune ipotesi di appropriazione indebita aggravata, norma cancellata da Gentiloni e di cui si sono avvantaggiati anche i cognati di Renzi, che non essendo stati denunciati dall’Unicef la passano liscia. Per voi non sarà piu’ possibile farla franca. Dentro lo Spazza corrotti ci sono anche altre norme fatali per la vostra attività corruttiva e che conoscerete nei prossimi giorni. Ma so che già con quelle che vi ho elencato non passerete sonni tranquilli”. “Cari corrotti – conclude – questo è lo scenario che vi si prospetta davanti. Con lo Spazza Corrotti corrompere non conviene più. Non sfidate la sorte, non sfidate lo Stato. Avete smesso di ammorbare l’Italia con i vostri loschi affari. Per anni una classe politica distratta, compiacente o complice vi ha permesso di farlo. Dal 4 marzo tutto è cambiato. Adesso costituitevi e non corrompete più”.

Fonte: https://www.agi.it/cronaca/bozza_ddl_anticorruzione_corruzione_di_maio_bonafede-4343975/news/2018-09-05/