C’e’ anche l’ipotesi di una rinuncia all’incarico di formare il governo da parte di Carlo Cottarelli tra le ipotesi sul tappeto in queste ore. La fine repentina del colloquio con il Capo dello Stato ha fatto ipotizzare o una ulteriore verifica suoi nomi dei ministri, suffragata dalla notizia diffusa dal Quirinale, di un nuovo incontro tra Cottarelli e Mattarella domani. Ma l’ipotesi che circola con insistenza e’ che, a fronte di una volonta’ dei partiti di andare a elezioni anticipate entro fine luglio o ai primi di agosto, Cottarelli potrebbe rinunciare ad assumere l’incarico di formare il governo.

Le date possibili, indicate da diverse forze politiche, sono quelle del 29 luglio o del 5 agosto. Per tornare alle urne in quelle date sarebbe tuttavia necessario che le Camere venissero sciolte già venerdi’ 1 giugno, altrimenti i tempi tecnici sarebbero troppo stretti per rispettare il timing stabilito dalla legge.

A chiedere pubblicamente il ritorno alle urne prima di agosto, quindi già a fine luglio, è oggi il Pd. Sia Lorenzo Guerini che Andrea Orlando hanno parlato esplicitamente della necessità che le forze politiche tutte insieme, assumendosi la responsabilità del momento delicato che si sta attraversando, chiedano di fissare le elezioni prima delle ferie di agosto.  Nelle ultime ore sarebbero arrivate anche le richieste di Lega e M5s: tutti concordi nell’anticipare il voto in estate.

Lo scenario che si delineerebbe, quindi, è che il giuramento del governo Cottarelli avvenga domani, giovedì la fiducia al Senato con esito negativo visto che nessun partito voterà a favore, quindi le immediate dimissioni del premier, come da lui stesso annunciato ieri nell’accettare l’incarico con riserva. Atto finale lo scioglimento delle Camere da parte del Capo dello Stato nella giornata di venerdì.

In questo modo, viene spiegato, ci sarebbero giusto i 60 giorni necessari per consentire il corretto svolgimento del voto degli italiani all’estero. La scelta della data delle elezioni spetta al governo che la decide con una riunione del Consiglio dei ministri, in un arco temporale fissato dalla Costituzione che va dai 45 ai 70 giorni successivi lo scioglimento delle Camere.

AGI