Un fronte di fuoco di due chilometri avvolge il Vesuvio. Evacuate case e ristoranti a Torre del Greco e Trecase, in via precauzionale. Il fumo si vede da ogni punto del golfo di Napoli, anche da Pompei, dove i turisti scattano foto alla colonna di fuoco vista dal foro. Il Vesuvio brucia, divorato da più focolai molto probabilmente dolosi. Coinvolti i comuni di Boscotrecase, Trecase, Ercolano, Terzigno, Ottaviano, Torre Annunziata. Gli incendi principali sono due: il primo sviluppatosi da Ercolano e il secondo, divampato a Ottaviano. E ora, a causa del terreno secco (non piove da giorni) e del vento si sono uniti. Ma sono circa cento i 100 i roghi attivi in tutta la Campania. Il prefetto convoca i sindaci dell’area distrutta dal fuoco.

TORRE DEL GRECO. Brucia il versante sopra Torre del Greco: evacuate a scopo precauzionale  alcune case e ristoranti nella zona di via Resina Nuova, parte alta della città.  Il Comune di Torre del Greco ha deciso di attivare il Centro Operativo Comunale in merito all’emergenza incendi che in queste ore sta interessando la città vesuviana. A firmarlo il vicesindaco Romania Stilo. Ciò “al fine di assicurare – si legge nel decreto sottoscritto dal vicesindaco – nell’ambito del territorio del Comune di Torre del Greco, la direzione ed il coordinamento dei servizi di soccorso e di assistenza alla popolazione”.
Il Coc è stato attivato nel complesso degli ex molini meridionali Marzoli, all’interno della sede dell’associazione di protezione civile Irt.

BOSCOTRECASE. Evacuate in via precauzionale anche tre abitazioni di Boscotrecase. La situazione è critica. Le fiamme si stanno spostando verso il laboratorio di fuochi pirotecnici romano. Si sta evacuando via cifelli”. Così in diretta dal fronte del rogo a Boscotrecase l’avvocato Antonio Pollioso, consigliere comunale Sem del comune nell’area metropolitana di Napoli. Nella stessa strada “è andato in fiamme il parco Veseus ed il Paradiso al Vesuvio, subito al di sotto è stato lambito dalle fiamme. C’è un’enorme quantità di fumo e gli ospiti delle diverse cerimonie, fra cui molti matrimoni, sono in strada, nella zona della rotonda vicino al cimitero”, continua Pollioso. Intanto il sindaco, Pietro Carotenuto, ha ordinato lo sgombero della attività commerciali, perlopiù strutture nell’ambito della ristorazione, che sono lungo la strada Matrone (strada panoramica del Vesuvio che da Boscotrecase risale fino alle falde più alte del vulcano, ndr).

TRECASE. A Trecase, paese ai piedi del Vesuvio, le fiamme arrivano quasi a lambire l’area urbana, avvicinandosi minacciosamente anche all’autostrada. Una serie di immagini scattate da Antonello Sannino documentano l’incendio ed il fumo, sempre più minaccioso, che quasi sfiora i tetti dei palazzi. Sempre a Trecase sono state evacuate case ed esercizi a via Cifelli. Nel frattempo, su Facebook viene lanciato un appello sulle bacheche, firmato dal Movimento cittadini per il Parco. Si legge: “A tutte le persone di buona volontà, servono volontari per fronteggiare il gravissimo incendio che si sta sviluppando nella zona bassa di Torre del Greco e che ha raggiunto anche numerose abitazioni. Chiunque fosse disponibile a dare una mano può contattare per il necessario coordinamento Il signor Ciro Teodonno al 3334742944. La situazione è veramente drammatica”.

ERCOLANO. Una richiesta di intervento arriva da Ercolano, parla una operatrice turistica, Giulia Pugliese, che organizza visite guidate e laboratori didattici con l’associazione “Vesuvio, natura da esplorare”. Dice Giulia: “Servono mezzi per spegnere  le fiamme, quelli che ci sono non bastano, al momento la situazione è difficile anche perchè si sta alzando il vento”. E ad Ercolano si lavora senza sosta per spegnere le fiamme, nei pressi della sede storica dell’Osservatorio Vesuviano. L’accesso alla strada che da località ‘La Siesta’ conduce al Cratere è chiusa a bus e auto. Alla sede della Protezione Civile locale stanno arrivando telefonate di residenti preoccupati per le fiamme ed il fumo.

TERZIGNO. Stop a tutti gli eventi programmati  all’aperto, porte e finestre chiuse per tutte le abitazioni del territorio comunale e l’evacuazione di case e negozi ricadenti in un raggio di 200 metri dall’incendio in corso sul versante del Vesuvio. Sono alcune delle misure emergenziali previste dall’ordinanza firmata da Francesco Ranieri, sindaco di Terzigno (Napoli), comune dell’area vesuviana tra quelli maggiormente coinvolti dall’enorme incendio che sta interessando il Vesuvio. Il provvedimento è stato preso, si legge nell’ordinanza, considerato che “l’incendio ha creato un’imponente nuvola di fumo con caduta di fuliggini, ceneri e ulteriori residui di combustione, nonché la produzione di grosse quantità di CO2 disperse in area”. Fino a conclusione dell’emergenza, il sindaco ha disposto l’interdizione all’accesso di tutta la viabilità comunale, vicinale e privata a monte di via Zabatta, ad eccezione dei mezzi di polizia, forze dell’ordine, vigili del fuoco e di pronto soccorso. Ai cittadini residenti dell’intero territorio di Terzigno viene ordinato di mantenere la chiusura di porte e finestre delle abitazioni “al fine di prevenire un possibile passaggio di fumo”

OTTAVIANO. “Si tratta di un’emergenza – ha dichiarato il sindaco di Ottaviano Luca Capasso che ha anche chiesto l’arrivo dell’Esercito ed ha sollecitato il Governo – ci aspettiamo un aiuto da Roma, dalla protezione civile nazionale, perchè da soli non ce la facciamo, si tratta di una calamità che rischia di mettere per sempre in ginocchio un’intera area. Stiamo assistendo alla morte dello Stato, alla sua totale assenza, ma mai come stavolta lo Stato siamo tutti noi: anche quelli che si fanno i selfie tra le fiamme per postarle sui social, anche quelli che criticano solo e aspettano aiuti senza sapere che in Italia ci sono solo 12 canadair e poi magari esitano a denunciare i piromani. Infine, spiace dirlo ma e’ cosi’, lo Stato e’ anche la mano criminale che sta facendo accadere tutto questo: siamo tutti sconfitti, siamo tutti impotenti, ma sarebbe sbagliato arrendersi. Ora è il momento di dare il massimo, ognuno per la propria parte. Dobbiamo salvare il territorio”.  Il sindaco ha indetto una riunione nella sala consiliare “Pasquale Cappuccio”, a cui ha partecipato il generale Antonio Ricciardi, già vice comandante generale dell’Arma e attuale comandante generale del Nucleo tutela forestale, ambientale e agroalimentare dei carabinieri. Insieme al generale Ricciardi, il sindaco di Ottaviano e presidente della Comunità  del Parco Vesuvio Luca Capasso, il presidente del Parco nazionale del Vesuvio Agostino Casillo, il responsabile della Protezione civile regionale Massimo Pinto, l’ingegnere Gustavo Prisco dei Vigili del Fuoco. “La riunione – hanno sottolineato dall’ufficio stampa del sindaco  – si è tenuta proprio mentre le fiamme, in gran parte del territorio del Parco, aumentavano”. Il Comune di Ottaviano ha convocato il Coc, Centro operativo comunale, che sarà  attivo per le prossime 24 ore per gestire l’emergenza. Tre ambulanze sono a disposizione dei cittadini in caso di malori dovuti al fumo, che puo’ creare problemi alle vie respiratorie e alla vista. Sono state inoltre sistemate autobotti presso la Valle delle Delizie, per consentire ai soccorritori di rifornirsi in tempi rapidi. La popolazione sarà comunque informata tempestivamente sull’evoluzione della situazione, intanto in caso di difficolta’ respiratorie o comunque per qualsiasi emergenza si puo’ contattare il comando dei Vigili Urbani al numero 0818278304 o il servizio Ambulanza Emergenza Vesuviana al numero 0818270885.

TORRE ANNUNZIATA. Fumo tra i palazzi anche a Torre Annunziata.

SQUADRE AL LAVORO. La Protezione civile della Campania sta coordinando le attività di spegnimento. Oltre 60 le persone in azione nella zona del Vesuvio tra dipendenti regionali, personale della Sma (Sistemi per la meteorologia e l’ambiente) Campania e volontari. E “sono oltre 600 gli uomini impegnati nello spegnimento dei circa 100 incendi che stanno interessando la Campania tra personale della protezione civile della Regione Campania, dipendenti della Sma Campania e volontari – dice una nota del primo pomeriggio della Protezione civile – La situazione è particolarmente complessa per la concomitanza di più fronti che si sono sviluppati sull’intero territorio e, in particolare, in provincia di Napoli, Salerno e Avellino. Sono tutti in azione gli elicotteri regionali che, in queste ore, stanno fronteggiando cinque diversi fronti: a Caserta, Montoro, Cervinara, Torre del Greco e San Pietro al Tanagro. Richiesto il supporto di mezzi aerei nazionali: stanno operando, al momento, un S64 e due canadair. Tra le situazioni più critiche quella che registra nell’area vesuviana: si sono uniti i due incendi che si erano sviluppati rispettivamente ad Ercolano e a Ottaviano. Al momento le fiamme sono molto alte e il fronte di fuoco si estende su circa due chilometri di lunghezza. La Protezione civile della Regione Campania sta operando con oltre 60 persone impegnate. Per fronteggiare le emergenze sono in azione anche mezzi e uomini del presidio di Protezione civile di San Marco Evangelista che stanno garantendo supporto con autobotti e runner”.

IN CAMPANIA. Dunque, come confermano fonti ufficiali, la situazione sul territorio regionale è particolarmente critica: complessivamente sono 100 gli incendi che vedono impegnate quasi 600 persone. La situazione non migliora in altri luoghi sparsi per tutta la Regione, tra Sannio, casertano, Irpinia e salernitano. Cittadini e residenti monitorano ogni criticità con smartphone e fotocamere, pubblicando su Facebook foto impressionanti di roghi ad una manciata di metri dai loro balconi.

L’INCENDIO VISTO DA NAPOLI. “Pare un’eruzione” è l’esclamazione di un anziano signore, che da una strada panoramica di Napoli osserva il vasto incendio sul Vesuvio, dà un’adeguata idea dell’impressionante colonna di fumo che,  partendo dalle pendici del vulcano, sovrasta in pratica tutto il Golfo partenopeo. Da Napoli, infatti, i vari focolai convogliano tutto il fumo in un’unica ed enorme coltre grigia che sembra minacciare le case dei numerosi comuni sulle pendici del Vesuvio. L’insolito e inquietante panorama è fotografato da turisti e passanti. Un’immagine che ricorda effettivamente molto da vicino i dipinti prodotti durante le eruzioni.

BASSOLINO: “UN’ERUZIONE AL CONTRARIO”. “Sembra una eruzione ma è il contrario. Sono gli uomini che bruciano il Vesuvio, da giorni e giorni. Fiamme e roghi in tante altre parti del territorio. Troppo grande è il divario tra il dramma e gli interventi finora messi in campo. È necessario un forte e coordinato impegno nazionale, da subito e per tutta l’estate”. Così Antonio Bassolino in un post sul suo profilo Facebook.

fonte: napoli.repubblica.it