Fulvio Bonavitacola, assessore regionale all’Ambiente, ma soprattutto fedele braccio destro di Vincenzo De Luca, è appena atterrato a Capodichino, dopo una giornata a Bruxelles trascorsa nel tentativo di mitigare la pesante multa di 120 mila euro al giorno che i campani sono costretti a pagare da due anni per inadempienze strutturali nel ciclo dei rifiuti. «Com’è agevole ricavare dalla visione di un video riguardante lo smaltimento dei fanghi da depurazione – ha dichiarato dopo aver visto il filmato di Fanpage – non c’è alcun riferimento che mi possa anche lontanamente accostare a condotte illecite. Peraltro, diversamente da quanto viene riferito nel video, non ho avuto alcun tipo d’informazione sul tema smaltimento fanghi, né prima, né dopo l’episodio riportato. Si rinnova il tentativo vergognoso di alzare polveroni e confondere la realtà dei fatti. Ma il nostro lavoro per affermare nuovi modelli di efficienza e legalità, sia nel ciclo dei rifiuti che nella depurazione, continuerà più forte e deciso di prima. Chi ha sbagliato – ha sottolineato – renderà conto di tutto. Non guarderemo in faccia a nessuno, anche a tutela dei tanti dipendenti che nelle società regionali fanno il loro lavoro in modo onesto ed appassionato».

Quella di ieri è stata un’altra giornata campale. Ci sono le immagini inquietanti della trattativa affaristica e le tensioni purulenti di una intossicata campagna elettorale, fatta da arditi incursori e granitici partigiani di una presunta nuova Resistenza democratica. Ma anche fake news che si infiltrano nelle intercapedini dei duelli politici e giudiziari, come quella di una ipotetica partecipazione, ieri sera, di Vincenzo De Luca alla trasmissione «Di Martedì» di Giovanni Floris su La 7. Insomma, il clima, più che effervescente, come pure lo aveva definito il governatore, sembra essere altamente radioattivo. Il presidente della Campania aveva annunciato in mattinata sul suo profilo Facebook di aver dato mandato ai suoi legali di querelare il leader 5 stelle Luigi Di Maio che aveva parlato di lui e degli altri politici coinvolti nell’inchiesta sul presunto traffico di rifiuti come degli assassini. «Invito Di Maio, membro autorevole della casta a 15 mila euro al mese – aveva scritto -, a rinunciare alla immunità parlamentare. Gli rinnoveremo la richiesta ogni giorno fino alle elezioni». Il presidente della Regione aveva postato il suo messaggio agganciandolo con sincronica perizia a quanto appena scritto dal segretario del Pd Matteo Renzi nella sua E news. Poi, i 5 stelle hanno proseguito denunciando che in consiglio regionale né i gruppi del centrodestra né quelli di centrosinistra hanno aderito alla mozione di sfiducia contro De Luca. «La giunta campana – ha accusato Di Maio – se ne deve andare a casa. Sono inquinati la giunta e l’opposizione». Per il candidato premier pentastellato «l’inchiesta testimonia che uomini vicini a Ciriaco De Mita sono quelli che fanno affari con i rifiuti in Campania e sono gli stessi azionisti di maggioranza della giunta De Luca».

Non solo. Di Maio ha tentato di alzare il tiro della denuncia. «Sembra una puntata su Gomorra. Ma in Gomorra i camorristi fanno paura, i partiti invece si comportano peggio dei camorristi. In questa inchiesta – ha proseguito – è coinvolto Passariello di FdI e Meloni non dice una parola. E non ho sentito neanche Renzi o Gentiloni dire una parola».

Il fronte polemico non si è limitato al duello tra Di Maio e De Luca. Anche i parlamentari Arturo Scotto e Peppe De Cristofaro, di Leu, hanno alzato la voce, chiedendo il ritorno alle urne: «Il presidente della Regione ha parlato di giornalisti camorristi, esibendosi in una autodifesa tragicomica. Non ci ha spiegato il perché della presenza di personaggi ambigui, premiati con posizioni apicali nella sua amministrazione, vicini ad ambienti camorristici e a caccia di tangenti. Iacolare è stato l’uomo del patto tra De Mita e De Luca». E per chiudere, ma non ultimo, il sindaco Luigi de Magistris: «De Luca querela Di Maio, noi invece quereliamo chi uccide le nostre terre e le vite dei suoi abitanti e ha soffocato di debiti Napoli».

fonte: http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/napoli/politica/18_febbraio_21/inchiesta-rifiuti-bonavitacola-tentativo-alzare-polveroni-confondere-realta-fatti-fe2ad7a8-16d8-11e8-94ab-02f5cf15d7ff.shtml