Finita la conferenza stampa di fine anno, inizia l’iter di sciogliemnto delle Camere. Il primo ministro Paolo Gentiloni è stato a colloquio con il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, poco più di mezz’ora. Il Capo dello Stato ha poi ricevuto per una ventina di minuti il presidente del Senato Pietro Grasso. Ora è il turno della presidente della Camera Laura Boldrini.

Alle due cariche dello Stato Mattarella chiederà un parere sulla decisione che si appresta a prendere. Parere obbligatorio, perché il passaggio è sancito dall’articolo 88 della nostra Costituzione,  ma non vincolante per l’inquilino del Colle che, dopo averli ascoltati, provvederà quindi al decreto di scioglimento del Parlamento che dovrà essere controfirmato da Gentiloni stesso. A seguire sarà convocato il Consiglio dei ministri per stabilire la data delle elezioni, al momento la data più accreditata resta quella del 4 marzo.

È solo dopo questo passaggio che Gentiloni, accompagnato dal ministro dell’Interno Marco Minniti, salirà al Colle per firmare il decreto di indizione delle elezioni, con il quale poi verrà fissata anche la data della seduta inaugurale delle nuove Camere, che in base all’articolo 61 della Carta, dovrà svolgersi non oltre il ventesimo giorno dalle elezioni. Secondo questo timing in pratica il 24 marzo 2018.