Genova – prima in Liguria – vieta l’apertura di attività quali kebab, call center, money transfer, sexy shop nel centro storico, il più grande d’Europa e patrimonio Unesco. È il risultato di un’intesa tra Comune, Regione e Camera di Commercio, formalizzata da una delibera comunale approvata ieri in seduta straordinaria. A promuovere il provvedimento, l’assessore al Commercio Paola Bordilli (Lega).

La delibera fa riferimento a due aree: la prima riguarda tutto il centro storico dove queste attività sono vietate, la seconda è un’area più ristretta, una zona rossa definita “di pregio”, che coinvolge le vie Garibaldi, XXV aprile, via Pre’, Balbi, Luccoli, già interessate dal Patto d’area, dove non solo le predette attività sono vietate, ma chi apre dovrà garantire “qualità e tradizione”. In oltre, in questa zona, per cominciare la propria attività non si dovrà solo richiedere la Scia, ma anche l’autorizzazione al Comune.

La nuova offerta commerciale dovrà essere impreziosita anche nella forma: insegne, serrande e infissi dovranno rispondere a determinate caratteristiche e anche la merce dovrà essere esposta in vetrina secondo determinati criteri. Il provvedimento riguarda le nuove aperture, mentre sulle vecchie il Comune lavorerà per mettere a punto alcune indicazioni affinché anche le vecchie attività possano rispondere alle nuove modalità “decoro” e così adeguarsi. Giovedì la delibera non era passata per dubbi sollevati da alcuni assessori sulla compatibilità tra il contenuto del provvedimento e le normative nazionali ed europee sulla concorrenza.

Fonte: https://www.agi.it/cronaca/genova_stop_negozi_etnici_sexy_shop-4086773/news/2018-06-30/