La Compagnia dei danzattori

Si chiama Triginta Tres ovvero 33, il nuovo progetto della Compagnia italiana dei danzattori, che verrà presentato in esclusiva a Città della Scienza (Napoli) in occasione della XXXII edizione di Futuro Remoto dal tema Ri-generazioni. L’appuntamento, presso il FabLab, è per sabato 10 novembre a partire dalle 14, per una suggestiva performance della durata di circa un’ora, ideata da Mauro Maurizio Palumbo, performer e direttore artistico della compagnia, in scena con i danzattori Salvatore Camerlingo e Sabrina Santoro, che con una sequenza di azioni performative, proveranno a far riflettere sul concetto di rigenerazione. Sono previste danze, movimenti e azioni, che permetteranno al pubblico di interagire liberamente con gli artisti, in modo da proporre un’originale idea di  rigenerazione collettiva dei rapporti interpersonali tra bambini, adulti, famiglie e specialisti. “Triginta Tres si propone come una soluzione di rinascita individuale e si pone come strumento di benessere collettivo. Il 33 nella cultura occidentale è un numero dal simbolismo molto forte – racconta Mauro Maurizio Palumbo – ed è per questo che è stato scelto come titolo nella versione latina. È un numero/parola che spinge a riflettere in modo naturale perché collega i vari settori di una vita umana. Rimanda inevitabilmente a significati biblici (l’età del Cristo), ma anche scientifici (basti pensare alle 33 vertebre del rachide umano), o alla pratica semiologica. Infatti, per le sue particolari caratteristiche fonetiche viene utilizzata per valutare la trasmissione del fremito vocale nel corso dell’auscultazione del torace. O ancora – continua – rimanda alla letteratura italiana, in particolare alle tre cantiche di 33 canti ciascuna della Divina Commedia. E poi ai 33 suoni della lingua italiana e, se si vuol pensare alle interconnessioni tra i due mondi, Oriente e Occidente, 33 sono anche le regioni della Cina. Quindi se “diciamo 33” non si può non riflettere e rigenerare il pensiero. La Compagnia italiana dei danzattori- conclude Palumbo- lavora e propone progetti culturali basati sulla comunicazione non verbale e le esperienze vissute nei maggiori luoghi della cultura italiana, da Napoli a Milano, hanno rafforzato la nostra mission che è quella di far riflettere sulle condizioni sociali e culturali dell’uomo contemporaneo oltre a creare sinergie tra attori e fruitori basate sulle intelligenze emotive”.