Vanno tutti a giudizio gli 87 assenteisti del Loreto Mare «incastrati» nei mesi scorsi dai carabinieri del Nas: lo ha deciso ieri il gup Roberta Zinno, che ha accolto la richiesta del pm Ida Frongillo. Il processo comincerà il prossimo 10 novembre davanti al giudice monocratico della I sezione del Tribunale. Truffa aggravata e falso i reati contestati a medici, infermieri, amministrativi e informatici, tra cui anche alcuni sindacalisti: dipendenti che usavano con disinvoltura il badge, facendo in modo da risultare presenti mentre invece erano lontani dall’ospedale e impegnati nelle attività più svariate; tra i casi più eclatanti, quello del medico che in orario di servizio andava a giocare a tennis, ripreso inequivocabilmente dalle telecamere nascoste.

Era il mese di febbraio quando 55 persone vennero messe agli arresti domiciliari (altre furono indagate a piede libero): il gip Pietro Carola, con una decisione singolare, li autorizzò tuttavia ad andare al lavoro, per evitare che l’attività del Loreto Mare si bloccasse. Il clamore mediatico fu enorme. Per mesi i carabinieri del colonnello Vincenzo Maresca li avevano filmati, pedinati, intercettati, mettendo insieme elementi d prova: indagini robuste, coordinate dal procuratore aggiunto Alfonso D’Avino, che infatti hanno retto in sede di udienza preliminare e hanno portato a un processo per quasi 90 persone. Il malcostume era così diffuso che per errore, a volte, capitava che si facesse risultare presente anche chi era in ferie: per rimediare all’errore, era necessario accedere al sistema informatico dell’ospedale e modificare i dati inseriti attraverso i badge. Le immagini riprese dai carabinieri mostravano dipendenti che passavano nella macchinetta segnatempo numerosi cartellini elettronico uno dopo l’altro: uno ottemperava per i colleghi, i quali, nei giorni successivi, ricambiavano la cortesia. Un malcostume costato al sistema sanitario nazionale, secondo i calcoli degli investigatori, circa 800.000 euro. A margine dell’inchiesta non mancò la polemica: tra la richiesta di misure cautelari e l’emissione dell’ordinanza trascorsero 16 mesi, durante i quali l’andazzo continuò indisturbato. Un lasso di tempo più che normale, tuttavia, se si pensa alla mole di lavoro che grava sull’ufficio dei giudici per le indagini preliminari. Dagli accertamenti emersero anche altre irregolarità commesse all’interno dell’ospedale, come la costruzione a tavolino di falsi referti medici per truffare le assicurazioni con falsi incidenti stradali e falsi infortuni sul lavoro. Un filone ancora aperto, che potrebbe riservare novità nelle prossime settimane.

fonte: http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/napoli/cronaca/17_settembre_06/loreto-mare-scandalo-furbetti-giudizio-87-medici-infermieri-0ed3e60a-92ca-11e7-9ae1-23c85d4be5a9.shtml