BRUXELLES – Confermando le numerose dichiarazioni delle ultime settimane, la Commissione europea ha bocciato la Finanziaria italiana per l’anno prossimo. Con l’occasione, ha pubblicato un allarmante rapporto sull’evoluzione del debito italiano, primo passo verso l’apertura di una clamorosa procedura per debito eccessivo, attraverso la quale le autorità europee potrebbero chiedere al paese riduzioni specifiche sia del debito sia del deficit, possibilmente entro tempi ridottissimi.

«Mi dispiace confermare la nostra valutazione secondo la quale la Finanziaria italiana è particolarmente a rischio di seria violazione della raccomandazione del Consiglio del 13 luglio scorso», ha detto a Bruxelles il vice presidente della Commissione europea Valdis Dombrovskis. Alla luce del rapporto sull’evoluzione del debito che suggerisce come il criterio del debito non sia rispettato, «concludiamo che una procedura per debito eccessivo è giustificata».

Consapevole dell’importanza della decisione presa dal collegio dei commissari, l’uomo politico lettone ha spiegato che «la situazione dell’Italia è una preoccupazione comune». Ha poi aggiunto in conferenza stampa: «Tutti i paesi della zona euro fanno parte della stessa squadra e giocano secondo le stesse regole. Queste regole esistono per proteggerci. Garantiscono certezza, stabilità e fiducia reciproca». Bruxelles prevede che il debito italiano resti intorno al 131% del Pil nei prossimi due anni.
«Non posso vedere come perpetuando questa vulnerabilità sia possibile aumentare la sovranità economica – ha proseguito Valdis Dombrovskis –. Al contrario, penso che possa risultare in ulteriore austerità nel futuro. Sulla base di quanto presentato dal governo italiano vediamo il rischio che il paese si diriga da sonnanbulo verso l’instabilità (…). Il nostro compito è di avvertire di questo rischio in anticipo prima che sia troppo tardi. Lo abbiamo fatto nelle scorse settimane, e lo facciamo anche oggi».

Dal canto suo, il commissario agli affari monetari Pierre Moscovici ha spiegato che il bilancio programmatico del governo Conte contiene «rischi per l’economia, le imprese, i risparmiatori e i contribuenti». In assenza nella Finanziaria di misure che possano rendere l’economia italiana più produttiva e più competitiva, l’uomo politico si è chiesto pubblicamente da dove mai potrà giungere la crescita economica prevista dal ministro dell’Economia Giovanni Tria.

I prossimi passaggi
Il rapporto sul debito, ex articolo 126/3 dei Trattati, sarà ora trasmesso ai governi che ne faranno una prima valutazione tecnica entro due settimane. Successivamente, incassata la loro valutazione, l’esecutivo comunitario potrà presentare al Consiglio una raccomandazione in vista dell’apertura di una procedura per debito eccessivo contro l’Italia. Attraverso quest’ultima, Commissione e Consiglio potranno chiedere a Roma specifiche misure di risanamento dei conti pubblici secondo una tempistica precisa.

Il commissario Moscovici si è detto pronto a negoziare con il governo Conte «precise modalità» di applicazione della procedura: «La nostra porta rimane aperta al dialogo. Quanto più ci avviciniamo all’apertura della procedura, tanto più sarà essenziale per le autorità italiane avere un atteggiamento costruttivo». Ritenendo il bilancio «particolarmente a rischio di seria violazione» del Patto, Bruxelles potrebbe chiedere un aggiustamento di bilancio nel rapido giro di tre mesi dopo l’apertura della procedura.

La Commissione europea ha deciso di bocciare il bilancio programmatico del governo Conte perché fuori linea rispetto agli impegni italiani in un contesto di confederazione di stati sovrani nei quali ciascun paese è responsabile di mantenere finanze pubbliche in ordine per garantire la stabilità della moneta unica. La Finanziaria italiana per l’anno prossimo prevede un deficit pubblico del 2,4% del Pil, rispetto a un impegno precedente dello 0,8% del Pil, preso dinanzi alle istanze europee.

Le risposte da Roma
Da Roma il vice premier Matteo Salvini ha commentato: della bocciatura europea «avevamo, per così dire, sentore (…) . Risponderemo spiegando nel dettaglio la manovra, le riforme, gli investimenti». Ha poi aggiunto: «Mi sembrerebbe irrispettoso che arrivino sanzioni per una manovra di crescita» ad un paese che è tra i primi contribuenti dell’Unione. «Tra un anno ne parliamo, ma no ai pregiudizi. Noi nella manovra ci crediamo, e io non vado a sindacare sulle manovre degli altri Paesi».

fonte: il sole 24 ore