NAPOLI – Oggi alle ore 18 alla Feltrinelli di piazza dei Martiri si terrà la presentazione del libro
Misteri e segreti dei quartieri di Napoli di Marco Perillo, edito da Newton Compton Editori.
All’incontro interverranno Vittorio Del Tufo, Agnese Palumbo e Martin Rua, con la partecipazione dell’assessore al Comune di Napoli Nino Daniele.
A Napoli le pietre parlano. Ogni anfratto, ogni angolo, ogni facciata di palazzo reca in sé una storia nascosta. Per scoprirle bisogna scrostare i sedimenti del tempo, quelli di una città in cui i millenni passati convivono con l’oggi tra una via e l’altra, sia che passeggiamo nel centro storico, sia che ci perdiamo in una strada di periferia.
Misteri e segreti dei quartieri di Napoli racconta come farlo, attraverso 10 passeggiate narrative che attraverseranno tutta la città. Dal cuore di Neapolis fino al porto, da Montecalvario a Chiaia, da Posillipo a Fuorigrotta, il lettore sarà protagonista di una sorta di flânerie tra strade, vicoli, monumenti e piazze fatta di aneddoti, cenni storici, curiosità, aspetti misteriosi del luogo che si andrà esplorando.
SAN LORENZO, Giuditta la dannata e la colonna infame Il forno dell’agorà: qui l’origine della pizza?
VICARIA, Taverne, prostitute e femminielli all’Imbrecciata Il primo stadio degli azzurri.
SAN GIUSEPPE, Santa Chiara e lo spettro della regina tormentata. Cappella Sansevero e l’arcano del sepolcro del principe.
MERCATO, Teste innamorate e richiami templari a Sant’Eligio. Il palazzo dell’impiccato.
CHIAIA, Frankenstein, Casanova e le centauresse: benvenuti alla Riviera. «Vedi Napoli e poi muori», Conrad e la Villa Comunale.
Marco Perillo, autore dellla pubblicazione, ha 33 anni, è un giornalista professionista, è redattore a «Il Mattino» di Napoli e ha lavorato per il dorso campano del «Corriere della Sera». Ha pubblicato romanzi, poesie e saggi. È autore, con Alessandro Chetta, del documentario Mirabiles – I custodi del mito (2016). Un suo antenato, Donato Stanislao, scrisse Ragguaglio delle ville e dei luoghi di Napoli e Campania (1737) per Carlo III di Borbone. Oggi lui cerca di seguire i suoi passi.