Il cellulare continuava a dare segnali. Anche se spento, la batteria era ancora attiva e si agganciava alla centralina di Casoria. Quasi come se Ciro volesse farsi trovare e mettere fine allo strazio della sua famiglia che pregava ininterrottamente da sabato sera. Alle 20,50 da quel cellulare aveva fatto l’ultima telefonata al padre: «Sto arrivando, sono in via Toledo: prendo il treno alle 21,15». Poi lo aveva riposto nel giubbotto che aveva chiuso. Da quel momento in poi il buio nero. Il silenzio assoluto.

Il corpo in un anfratto

Ciro Ascione, 16 anni, di Arzano, è stato trovato ieri pomeriggio senza vita lungo i binari, nei pressi della stazione di Casoria, in un anfratto. Sono stati gli agenti della sezione Omicidi della Squadra Mobile a trovarlo. Il segnale del suo cellulare li ha portati fino al suo cadavere. Poi lo strazio, il dramma, la telefonata ai suoi genitori che sono stati convocati in Questura. Per lui non c’era più nulla da fare. Nessuno crede al suicidio, nemmeno la polizia, anche se ufficialmente non lo si può ancora escludere del tutto. Si indaga però anche per omicidio. Già due giorni fa il fascicolo era passato alla sezione specializzata della Squadra Mobile, investigatori esperti abituati ad indagare sui casi difficili e che non lasciano nulla al caso. Per questo, per ricostruire le ultime ore di vita di Ciro, bisogna partire dal corpo senza vita ritrovato lungo i binari della stazione di Casoria.

Ferite non compatibili con un investimento

Le ferite non sono del tutto compatibili con un impatto frontale o anche laterale con un treno in corsa, quanto piuttosto sono compatibili con una caduta dall’alto. Ciro sarebbe caduto dal finestrino del treno regionale diretto a Caserta. Qualcuno potrebbe averlo spinto, forse in un tentativo di rapina o forse per vendetta. Al momento gli investigatori sono concentrati e non lasciano nulla al caso. La sezione Omicidi della Squadra Mobile di Napoli dovrà dunque ricostruire come un puzzle tutti gli spostamenti del 16enne, almeno fino a quando il telefono cellulare era acceso e le telecamere lo hanno ripreso. Esperti investigatori che però ritengono che il ragazzino non si sia allontanato volontariamente e che forse sia stato attirato in una trappola. Ma perché?

Le indagini

Le indagini sono top secret, ma è bene precisare che non viene tralasciata al momento nessuna traccia, nessuna pista. La più seguita al momento porta a vicende personali e in particolare ad un litigio che Ciro avrebbe avuto con una persona che conosceva e che sarebbe stata notata anche da altri coetanei. Potrebbe essere nulla di rilevante, ma in queste delicatissime fasi di indagine nulla deve essere tralasciato, neanche un minimo dettaglio che potrebbe fare la differenza da qui a pochissimi giorni. Intanto sono proseguite le attività investigative con l’ascolto di alcune persone che conoscono bene il ragazzino e lo descrivono come mite, prudente, assolutamente non sprovveduto. È stata sentita anche la fidanzatina con la quale si frequentava da qualche mese. È dei Quartieri Spagnoli e si approfondisce la sua cerchia di amicizie e conoscenze. Si è partiti dalle certezze scientifiche. Innanzitutto una telefonata a casa alle 20,50. Ciro ha avvisato il padre che era pronto a prendere il treno, quello delle 21,15 diretto a Caserta. Un regionale che a quell’ora è frequentato anche da persone poco raccomandabili. Saranno scandagliate le immagini delle telecamere di sicurezza per cercare di capire chi è salito su quel treno e chi è sceso. Stazione per stazione fino a quando non saranno individuate tutte le persone che erano sul regionale sabato sera. Lo hanno promesso ai genitori di Ciro che non hanno più lacrime da versare.

fonte: http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/napoli/cronaca/18_gennaio_24/napoli-16enne-morto-si-indaga-omicidio-potrebbe-essere-caduto-treno-un-aggressione-57fc1e24-00d4-11e8-9cdb-7037bd6e6daf.shtml