ROTTERDAM (Olanda) – Quando De Laurentiis definì “paraculo” Guardiola forse non aveva tutti i torti. Il suo Napoli, però, non riesce in quella che era una condizione necessaria per superare il girone di Champions: battere il Feyenoord. Anzi, a Rotterdam gli azzurri perdono addirittura 2-1 (vantaggio di Zielinski, pari di Jorgensen e rete nel recupero di St. Juste), mentre il Manchester City va sotto di due reti nel primo tempo, condiziona inevitabilmente la prestazione del Napoli, e poi perde la sua prima partita stagionale in Ucraina contro lo Shakhtar (2-1). La squadra di Fonseca si qualifica dunque da seconda, quella di Sarri chiude terza e retrocede in Europa League.

SENZA INSIGNE – Sarri deve fare a meno di Insigne, assente dopo 60 partite consecutive da titolare. Zielinski prende il suo posto in attacco nel tridente con Mertens e Callejon. A centrocampo, invece, Diawara si riprende il posto da titolare a scapito di Jorginho. In difesa turno di riposo per Mario Rui, sulle fasce ci sono Maggio e Hysaj.

SUBITO ZIELINSKI – Comincia benissimo il Napoli, che schiaccia il Feyenoord nella propria area di rigore e trova il vantaggio dopo novanta secondi. Da una punizione di Diawara sulla trequarti nasce la rete di Zielinski in mischia che sembra mettere la serata in discesa. Gli azzurri infatti potrebbero raddoppiare già al 18′: dopo una splendida triangolazione tra Mertens e Hamsik, il belga si fa parare la conclusione ravvicinata da un grande Vermeer. Poco dopo il portiere si ripete sull’attaccante, la respinta arriva a un passo da Hamsik che viene anticipato da Van Beek poco prima di calciare a botta sicura.

MINUTI DA INCUBO – Dall’Ucraina, nel frattempo, arrivano notizie tremende: lo Shakhtar è in vantaggio sul City e a Rotterdam non va meglio, perché il Feyenoord trova il pari grazie a un colpo di testa di Jorgensen (33′) su cross dalla destra di Berghuis (male Albiol in marcatura). Contemporaneamente lo Shakhtar raddoppia e pochi minuti dopo, per completare i primi tragici 45′ Callejon viene steso in area da Malacia. Per tutti è rigore, ma non per l’arbitro inglese Oliver.

Il risultato di Kharkiv fa sì che la partita – nel secondo tempo – sia a tratti surreale. Il Feyenoord dimostra evidenti limiti tecnici, il Napoli pressa male e mette in mostra principalmente la scarsa condizione di alcuni dei suoi tenori, Mertens e Hamsik su tutti, oltre a una mancanza di carattere per avere comunque la coscienza a posto. Non spiccano nemmeno gli altri e allora Sarri prova a fare qualche cambio scoccata l’ora di gioco. Entrano Rog e Mario Rui per Allan e Maggio. Zielinski ci prova da fuori area, ma senza precisione (74′), poi Sarri si gioca la carta Ounas per Callejon a un quarto d’ora dal termine.

IL 2-1 IN 10 – L’algerino mette un po’ di brio in un attacco senza idee, ma di fatto ha il solo merito di costringere Oliver a espellere Vilhena all’84’ per un’entrataccia sulla sua caviglia (doppio giallo). Il Napoli di questa sera, però, non riesce a sfruttare neanche la superiorità numerica. Troppo pesanti le notizie provenienti dall’Ucraina già dal primo tempo. Troppo interessato al derby di Manchester (tra quattro giorni) il City di Guardiola, ma anche troppo molle l’undici di Sarri, che nel finale – sugli sviluppi di un corner – incassa pure la rete di St. Juste, che permette al Feyenoord di vincere 2-1 e conquistare i primi punti in Champions.

CONDIVIDI