ROMA – Da Los Angeles, dove si trova per impegni cinematografici, Aurelio De Laurentiis è intervenuto a 24 mattino, trasmissione in onda su Radio 24. “Il campionato? Se fossero 16 squadre con una sola retrocessione sarebbero tutti più felici e tutti più competitivi”. dice il presidente del Napoli in merito all’ipotesi di una riduzione delle squadre di Serie A. C’è spazio però anche per un commento sulla vittoria di mercoledì sera all’Olimpico contro la Lazio. “Il gol di Mertens? Non me l’aspettavo, ho visto quella palla entrare: sono rimasto basito e incantato! Ho sublimato questa sensazione gustandola olfattivamente sulle papille per qualche minuto, davvero non ci credevo. Ogni tanto mi portavano un caffè fatto con la moka e con una miscela particolare di Torre Annunziata, mi sono venute quasi le palpitazioni per quel gol meraviglioso. Un premio speciale per lui? Già ci ha fatto lui un regalo a noi, sembrerebbe una cafonata rispondere a un regalo con un altro regalo, no?” 

I CORNI – C’è tempo anche per parlare di ambizioni, con il suo Napoli in testa alla classifica insieme alla Juventus. “Scudetto? – conclude De Laurentiis -. In casa ho una teca piena di corni che io conservo gelosamente. Si dice che non bisogna farli vedere perché altrimenti si scaricano. Invece a me piace farli vedere e caricarli dell’invidia altrui”.

SISTEMA CALCIO –  De Laurentiis poi affronta un discorso a lui caro, quello del sistema calcio, attaccanto l’advisor Infront e il suo ad. “Non è in crisi, sono in crisi gli uomini che conducono le danze di calcio, quello di serie A, che è un’industria, ma lo conducono con una mentalità vecchia di 20-30 anni, e questa non paga più perchè l’Europa è cambiata. C’è un divario tra il calcio europeo e quello italiano. Infront dice di portare tanti soldi, ma dice tante bugie. Va bene alle piccole squadre, ma non a chi vorrebbe un calcio competitivo. Nell’ultimo mercato si sono spesi centinaia di milioni. Prima quando uno faceva un’operazione da 50-60 milioni sembrava chissà che operazione avesse fatto, oggi è diventata una follia. Tutto questo pone un problema al calcio italiano, che è molto indietro. Gli spagnoli hanno un ad che la vede lunga e in 3 anni ha risanato il loro calcio. La Liga per l’estero prende 700 milioni, noi dobbiamo accontentari di 300 o 400 milioni. Se De Siervo (ad di Infront, ndr) non è capace di guidare una Ferrari e invece vuol dimostrare di guidare una Fiat, ha sbagliato casa, riesce ad accontentare solo le piccole squadre che hanno paura di non arrivare alla fine del mese. C’è un problema da distinguere tra economico e finanziario. Per pagare il finanziario delle piccole squadre, dobbiamo rinunciare all’economico. Noi stiamo vendendo oggi il prodotto per quattro anni, ma non sappiamo cosa succederà nel mondo nel prossimo biennio, vendere oggi per quattro anni è da folli, stupidi e mentecatti. Ma perché dopo Bogarelli, che era un illuminato, devo avere un De Siervo che viene dalla Rai, che non mi sembra che facesse del calcio cose pazzesche. Con tutto il rispetto che posso per De Siervo, gli direi: ‘Caro Luigi, tu sei un semplice advisor, ti mettiamo qualcuno dei nostri vicino e vai a fare le trettative, ma non puoi trattare per cifre al di sotto del calcio spagnolo. Noi abbiamo squadre come Juventus, Napoli, Milan, Inter, Roma, Lazio, Fiorentina. E’ chiaro che se dobbiamo pagare lo scotto di squadre che giocano con i giocatori della serie B e quindi perdono 6-0, questo è un problema. L’ho affrontato varie volte con il presidente Tavecchio, ma lui ci sente e non ci sente perché deve mantenere la sua poltrona e dice ‘siete voi della serie A che dovete imporvi’. Ma scusa, tu che ci stai a fare? Sediamoci intorno ad un tavolo, anche con la Uefa, e scegliamo come rimodulare il calcio”.