NAPOLI – Il tema della Previdenza Complementare è stato al centro di una giornata di studio promossa dal Dipartimento di Economia, Management e Istituzioni dell’ateneo federiciano in collaborazione con il Fondo Pensione dell’Università Federico II e dell’Università Luigi Vanvitelli.

Il forum , a cui hanno partecipato studiosi, professionisti ed operatori del settore, ha registrato la qualificata presenza non solo della finanza partenopea con rappresentanti di spicco di società di gestione, banche del territorio e private equity ma anche di numerosi fondi pensione operanti sul territorio nazionale che hanno aderito all’iniziativa con particolare interesse in riferimento ai cambiamenti che stanno caratterizzando un settore in evoluzione.

Antonio Blandini, vicedirettore del Demi della Federico II, ha illustrato il ruolo interdisciplinare delle tematiche relative alla Previdenza Complementare, di solito approfondite in prospettive settoriali senza consentire la valutazione delle interrelazioni di una materia complessa e articolata.

Il tema investe, infatti, il diritto del lavoro, il diritto commerciale e il diritto tributario così come l’economia aziendale nelle diverse articolazioni per gli aspetti di management e di informazione sociale. La giornata che raccoglieva nel parterre degli oratori docenti universitari e rappresentati delle istituzioni tutti impegnati professionalmente sul fronte dei Fondi Pensione si è così trasformata in un tavolo tecnico da cui sono emersi spunti di riflessione operativa.

Come ha sottolineato Rosa Cocozza, presidente del Fondo Pensione dell’Università, la materia soggetta – nei tempi recenti a numerosi interventi legislativi fondamentali – è in parte anche “costretta da una provvisorietà di talune norme” che nel nascere, talvolta anche nelle parole stesse del legislatore come soluzione “da rivedere”, si sono poi trasformate in soluzioni durature, rendendo laborioso e irto di criticità l’operare in un campo in cui la specificità delle tematiche deve incunearsi in una normazione a macchia di leopardo e conformarsi al dettato di diverse autorità di vigilanza. I fondi pensione nei fatti come tali sono sottoposti al controllo della Covip ma non sono del tutto scevri, per il tramite degli enti gestori, dal confronto regolamentare con Consob, Ivass e Banca d’Italia.

Particolarmente apprezzato l’intervento Pasquale Sandulli (docente di Diritto della Previdenza Complementare presso la Facoltà di giurisprudenza della LUISS) che ha aperto i lavori con l’inquadramento della tematica operativa nel contesto del decreto sulla concorrenza e della direttiva sugli enti pensionistici aziendali e professionali.

La necessità di una riscrittura personalizzata della disciplina informativo-contabile è stata ampiamente messa in luce da Maria Teresa Bianchi (docente di Economia aziendale alla Sapienza di Roma). Le complessità fiscali nella prospettiva del contribuente sono state con grande efficacia affrontate dalla Clelia Buccico (professore di diritto tributario all’Università Luigi Vanvitelli) e dal commercialista Mario Guarino. Il tema della gestione degli investimenti è stato inquadrato nel contesto europeo da Domenico Curcio (docente di economia alla Federico II), cui ha fatto seguito l’approfondimento di Stefania Luzi (Mefop). I riflessi giuridici sono stati oggetto della relazione di Valerio Lemma (docente di diritto pubblico dell’economia alla Luiss).

Il centro congressi di via Partenope si è trasformato in una fucina di riflessioni che negli auspici degli organizzatori sono solo il punto di partenza per la creazione di un centro qualificato sui temi oggetto di indagine, incrociando professionalità e competenze.