NAPOLI – Schiacciata, messa all’angolo, colpita ma non affondata: è la Juve che il Napoli ha soffocato al San Paolo, pagando a caro prezzo l’indecisione iniziale e il gol di Khedira con una rincorsa al gol e al risultato lunga quasi un’ora, fino all’1-1 di Hamsik, per poi provare a far sua una gara che ai punti sarebbe finita alla squadra di Sarri. Alla fine però il punto d’oro è bianconero, un altro mattone sulla strada della storia e del sesto scudetto consecutivo che solo la Roma può provare ormai a strappare da Torino.

GIOCA RAFAEL. HIGUAIN FISCHIATO – Napoli costretto a rinunciare a Reina, che non recupera: tocca a Rafael. Cambia anche la fascia sinistra, con Strinic preferito a Ghoulam, per il resto titolarissimi in campo con Jorginho a gestire la manovra. Undici annunciato per Allegri – con stasera 151 partite alla guida dei bianconeri come Conte – che lancia Lemina dal 1′ con Pjanic e Mandzukic alle spalle di Higuain, accolto da una bordata di fischi e insulti fin dal momento del riscaldamento. «Non c’è cosa più bella che sostenere i colori della propria terra», lo striscione della Curva B srotolato al fischio d’inizio.

SBLOCCA KHEDIRA – Orsato sceglie una direzione di gara british, molto gioco e fischi ridotti all’indispensabile, la partita ne guadagna in ritmo e intensità. Primo sussulto con un taglio di Insigne per Callejon bloccato in uscita da Buffon, poi alla prima occasione la Juve passa: Khedira controlla sulla trequarti, salta di potenza Allan e Callejon e si proietta in area chiedendo il triangolo a Pjanic, palla di ritorno del bosniaco e destro al volo che fulmina Rafael. Sesto minuto: Napoli 0 Juventus 1 tra le proteste azzurre per un contatto precedente tra Higuain e Albiol.

LA MANO DE DRIES –  La Juve serra i ranghi chiudendosi in un 4-4-2 militare e armonico, il Napoli cerca spazi tra le linee strettissime avversarie con il suo palleggio asfissiante che schiaccia gli ospiti nella propria trequarti.

Al 20′ è un disimpegno sbagliato di Chiellini che regala ad Hamsik, servito da Mertens, il tiro del pari che lo slovacco spedisce a lato. Subito dopo però il difensore bianconero si riscatta deviando di testa una palla di Insigne destinata a Callejon, Poi, sul corner seguente, la palla verso Buffon viene toccata con la mano da Mertens, il portiere controlla il pallone e poi regala un sorriso all’avversario. Citazione maradoniana per il belga, il giorno nel quale gli argentini ricordano le vittime delle Malvinas.

PIOGGIA DI TIRI VERSO BUFFON – Le maglie della difesa juventina, sotto pressione in maniera continua ma protette da un Marchisio tornato intenditore dell’interdizione, vengono perforate alla mezz’ora da una percussione di Hysaj: l’albanese mette un pallone d’oro in mezzo all’area, il tiro di Insigne viene respinto, quello di Hamsik non trova la porta. Qualche minuto dopo Hamsik trova Mertens in uscita dalla linea difensiva, “Ciro” mette a sedere Chiellini preparandosi il sinistro che poi spreca, appoggiando a Buffon. Il San Paolo si fa sentire, ci crede, Insigne prende palla tra le linee e semina il panico, saltando come birilli Bonucci e Lichtsteiner per poi sfiorare l’1-1 con un destro a giro “a là Del Piero” che non trova la porta. E’ l’ultima azione di un primo tempo in cui una Juve cinica capitalizza l’unico errore commesso dal Napoli.

CALLEJON, PARI IN FUORIGIOCO – Si riparte senza cambi e con un’altra magia di Insigne che libera il destro in area, palla che sibila a un soffio dal palo. Dopo sei minuti si blocca il ginocchio sinistro di Mandzukic, già in campo non al meglio: il croato stringe i denti mentre Allegri valuta il cambio. Il Napoli insiste, schiaccia, si accende: all’11’ Mertens da fuori, Buffon non blocca e Callejon insacca ma lo spagnolo è in chiara posizione di fuorigioco.

Si prepara ad entrare Cuadrado, ma prima del cambio (con Lemina) arriva il pareggio, stavolta regolare.

L’URLO DI HAMSIK, IL PALO DI MERTENS – L’urlo è tutto di Hamsik: il capitano controlla ai 25 metri, scarica a Mertens chiedendo il triangolo e rifinisce l’azione in maniera perfetta con Buffon impietrito: un’ora di gioco, Napoli 1 Juventus 1: Marekiaro sale a 111 gol in azzurro in tutte le competizioni, a quattro centri dal record di Maradona. Partita riaperta e Juve che ora sbanda pericolosamente: Asamoah sbaglia un retropassaggio, Mertens e Buffon si contendono il pallone in scivolata, la sfera scivola verso la porta ma fuori dallo specchio e il belga in spaccata la colpisce centrando però il palo. Sarri cala la carta offensiva: fuori Allan, dentro Zielinski per l’ultima mezz’ora, poi al 75′ esce Hamsik tra gli applausi, sfiancato, per lasciare spazio a Rog: fascia a Insigne. E la Juve? Prova a salire col baricentro, pressa alto e riaccoglie Dybala (per Marchisio) per il finale mentre Sarri si gioca il terzo cambio inserendo Ghoulam per Strinic per limitare Cuadrado.

FINALE DI PARTITA – Energie che mancano da entrambe le parti: il Napoli non riesce ad affondare il colpo, la Juve non riesce a risalire oltre la propria metà campo, Higuain (a secco in campionato da febbraio) scomparso, mai servito e oscurato da Koulibaly. I minuti passano, entra anche Rincon per Pjanic a chiarire come il punto del San Paolo per Allegri sia preziosissimo, un punto che rischia di svanire al 91′ quando Zielinski pesca il solito taglio di Callejon alle spalle di Asamoah, ma la palla messa in mezzo dallo spagnolo non trova nessun compagno.