Nella graduatoria della Fondazione Agnelli basata sul rendimento all’università il classico di Chiaia ruba il primato al Sannazaro. Tra gli scientifici vince il Mercalli

La classifica si basa non analizzando i dati delle scuole, ma prendendo in esame i risultati universitari dei diplomati dei singoli istituti, considerando esami, voti e crediti ottenuti dagli studenti una volta giunti all’università. Perché «i risultati universitari — spiegano i ricercatori della Fondazione Agnelli — riflettono e danno informazioni anche sulla qualità delle basi formative, la bontà del metodo di studio e l’utilità dei suggerimenti orientativi acquisiti presso le scuole secondarie. In altre parole, i risultati universitari ci permettono di formulare un giudizio sulla qualità delle scuole secondarie sulla base di informazioni che provengono da enti — gli atenei — che sono “terzi” rispetto alle scuole stesse, cioè imparziali, ma al tempo stesso molto interessati alla qualità delle competenze e delle conoscenze degli studenti».

Ed ecco, allora, i licei e le scuole superiori napoletane che guadagnano posizioni rispetto al passato. Tra i licei classici, il Sannazaro perde il suo primato a favore dell’Umberto, ed anche il Vico indietreggia: scala al sesto posto partendo dal terzo, rimpiazzato, quest’anno, dal Vittorio Emanuele II. Guadagna posizioni il Pansini, ora al quinto posto, ne perde lo Sbordone, che passa dal quinto al settimo.

Minore mobilità nella graduatoria la registrano i licei scientifici: il Mercalli, il Convitto Vittorio Emanuele, il Cuoco, sono stabili nelle prime tre posizioni, seguiti, poi, dal Mazzini, che è una new entry, dal Vittorini che perde una posizione, dal Silvestri di Portici che ne guadagna due, e poi dal Carlo Urbani di San Giorgio a Cremano, dal Caro, dall’Alberti e, in decima posizione, dal Vico.

Vico che resta saldamente al terzo posto, invece, per le sue sezioni di liceo linguistico, preceduto dal Flacco di Portici e dal Fonseca di Napoli. Ed in questa graduatoria giunge, laddove l’anno scorso non compariva affatto, il Suor Orsola Benincasa. Che non solo entra nella classifica, ma si piazza al quarto posto e scavalca il Serra, il Nazareth, il Villari, il Carlo Levi di Marano, il Mazzini e il Calamandrei.

Graduatorie che procurano non pochi mal di pancia a dirigenti e professori, che si sentono sotto una lente d’ingrandimento incurante dell’impegno quotidianamente profuso a scuola. Eppure la Fondazione Agnelli spiega che proprio “per garantire confronti appropriati e in grado di fornire informazioni rilevanti e utili alle scelte delle famiglie e all’autovalutazione degli istituti”, la comparazione avviene solo tra “scuole dello stesso tipo” e “scuole localizzate in territori relativamente circoscritti”, entro un raggio massimo di trenta chilometri, visto che “i confronti hanno senso solo a parità di condizioni di sviluppo economico e sociale dell’area di riferimento.

Sotto esame anche gli istituti tecnici. Per quelli ad indirizzo economico si piazzano ai primi posti a Napoli il Pagano, il Caruso, il Siani e il Serra, mentre per il tecnico tecnologico svetta il Medi di San Giorgio a Cremano, seguito dall’Elena di Savoia, dal Della Porta e dal Galileo Ferraris (che secondo altri studi supera invece tutti i tecnici non solo napoletani), che lo scorso anno era al secondo posto e stavolta si piazza solo a metà classifica.