Napoli, tangenziale a passo d’uomo, traffico in tilt in centro e fermate Anm affollate. Sono gli effetti del lunedì nero dei trasporti. Si fermano autobus e metro (servizio  regolare per Circum) e lo stop di 24 ore mette a dura prova la circolazione cittadina già in ginocchio a causa del carente  trasporto pubblico locale. Le sigle sindacali hanno proclamato lo sciopero annunciato dall’Azienda napoletana mobilità.

Garantite solo alcune fasce minime:

La Linea 1 metropolitana garantisce l’ultima corsa da Piscinola alle ore 9.14 e da Garibaldi alle ore 9.18. La circolazione dei treni riprende con la prima corsa pomeridiana in partenza da Piscinola alle ore 17.11 e da Garibaldi alle ore 17.51. Il servizio è garantito con l’ultima corsa da Piscinola alle ore 19.44 e da Garibaldi alle ore 19.48.

Le Funicolari Centrale, Chiaia , Montesanto e Mergellina sospendono le corse alle ore 9.20. Il servizio riprende con la prima corsa delle ore 17 e termina alle ore 19.50.

Disagi per i cittadini costretti a riccorrere ale auto. In tangenziale si procede a passo d’uomo sin dalle prime ore del mattino, in tilt anche il traffico del centro città. In particolare lungo via Marina e via Acton.

“I napoletani – protesta sui social network il sindaco de Magistris – sono vittime di uno sciopero di 24 ore. Mentre troppi si giocano partite che non sono nell’interesse dei cittadini e dei lavoratori, noi stiamo lottando per salvare il trasporto pubblico, renderlo efficiente in lnea con le capitali europee e salvaguardare i diritti dei lavoratori. Nel frattempo c’è chi si gioca partite  meschine contro la città. Se non si resta uniti è difficile vincere e i primi che pagheranno, presto, saranno i lavoratori, con licenziamenti pesanti”.

In mattinata è prevista una manifestazione con lavoratori

e sindacati in piazza Municipio, davanti alla sede del Comune, per chiedere garanzie occupazionali e il rilancio del settore che “deve rimanere rigorosamente pubblico”. Il sindacato Usb si scaglia contro l’Anm (Azienda Napoletana di Mobilità) e l’amministrazione comunale per il piano di risanamento definito “fallimentare” che, viene sottolineato, “non ha eliminato sprechi, clientele e privilegi”.