NAPOLI – Squadra che vince si cambia e vince ancora. Una rivoluzione silenziosa quella realizzata a Napoli da Ancelotti che sfida uno dei proverbi più antichi del calcio e le leggi vigenti nel triennio di Sarri, ormai superate dal nuovo codice imposto da sua maestà ‘Carlo Magno‘. Senza grandi proclami il tecnico emiliano si è impossessato della creatura affidatagli in estate da Aurelio De Laurentiis e in poche settimane l’ha plasmata a sua immagine e somiglianza, dandole imprevedibilità e pragmatismo senza però toglierle l’entusiasmo, lo spirito di gruppo e la voglia di giocare a calcio divertendosi. Questi gli ingredienti che al San Paolo – nonostante i nove cambi in formazione – hanno portato al convincente 3-0 sul Parma che consente di restare a -3 dalla Juventus capolista a tre giorni dallo scontro al vertice in programma sabato allo Stadium. Una vittoria nuovamente griffata da Insigne, a segno per la quinta volta in sei partite di campionato (l’anno scorso per toccare la stessa quota dovette aspettare la 17esima giornata) e unico – insieme al sempre presente Koulibaly – a potersi ancora fregiare del titolo di ‘titolarissimo’. Esentato da estenuanti compiti difensivi, è diventato lui il leader tecnico e morale di una squadra capace ora di cambiare pelle senza perdere l’anima. E non è un caso che l’unica sconfitta sia arrivata a Marassi contro la Sampdoria, iniziata senza il folletto partenopeo in campo dal primo minuto.

LE SCELTE – Forte delle risposte dategli dall’intero gruppo, finalmente coinvolto in tutti i suoi componenti, il tecnico stravolge la squadra che pochi giorni prima aveva dominato il Torino in trasferta e conferma solo gli inamovibili Koulibaly Insigne. Nel camaleontico 4-4-2 riproposto da Ancelotti c’è Maksimovic al fianco del senegalese in mezzo alla difesa, mentre a destra Malcuit fa il suo debutto debutto assoluto in maglia azzurra e a sinistra torna titolare Mario Rui con Karnezis che rivela Ospina tra i pali. In mediana stavolta tocca invece al tandem AllanDiawara, con Fabian Ruiz e Zielinski esterni atipici e Milik a fare coppia con capitan Insigne. Un po’ di Napoli c’è però anche nel 4-3-3 scelto per gli emiliani da D’Aversa, che concede un turno di riposo al rinato Gervinho e nel tridente dà una chance a Ciciretti, ex di turno come il portiere Sepe e il centravanti Inglese.

ANCORA LORENZO – Come già successo al ‘Grande Torino‘ anche stavolta l’approccio dei partenopei è feroce ma al 2’ sono vane le proteste per un presunto tocco con il braccio da parte di Stulac sulla botta di Fabian Ruiz: dopo il silent-check con i colleghi al Var l’arbitro Doveri fa segno di proseguire. Poco male, perché due minuti dopo Insigne è rapace nel ribadire in rete il cross basso di Milik respinto da un difensore e a mettere così subito la gara in discesa per i padroni di casa, dedicando stavolta il gol al compagno infortunato Chiriches dopo quello dedicato alla moglie nella partita precedente. L’immediato vantaggio dà ancor più sicurezza al Napoli che si fa però lezioso, ma è riportato ben presto alla realtà dalle urla di Ancelotti dalla panchina. Gli azzurri ricominciano così a spingere: al 21′ l’ispirato Fabian Ruiz serve Insigne al limite dell’area, la palla dopo un rimpallo finisce tra i piedi di Zielinski che solo davanti a Sepe calcia però in curva. Al 33′ (quando Stulac si prende il giallo per un fallo a metà campo) è ancora ‘Lorenzo il Magnifico‘ a provarci col destro a giro dal limite, ma stavolta è il palo a dirgli di no mentre due minuti Sepe deve superarsi per murare Milik. L’ultimo brivido prima dell’intervallo al 42′: il convincente Malcuit recupera palla e la consegna a Insigne, apertura per Milik e appoggio a Zielinski che premia la sovrapposizione di Mario Rui, ma la conslusione del portoghese è respinta da Sepe.

C’È ANCHE MILIK – Si va al riposo con il Napoli avanti di un gol e si torna in campo senza cambi, ma il copione è lo stesso del primo tempo. Passano infatti solo due minuti e arriva il raddoppio: Insigne serve Milik che parte in velocità e – una volta al limite dell’area – di sinistro spedisce sotto la traversa la palla del 2-0. Il Parma soffre e anche Bruno Alves finisce sul taccuino dell’arbitro per un abbraccio all’imprendibile Insigne (50′). D’Aversa prova a cambiare l’inerzia del match dalla panchina e inserisce Siligardi per Ciciretti (60′) e poi Ceravolo per Inglese (66′). I ducali non sembrano però in grado di pungere un Napoli in pieno controllo del match e deciso a gestire il doppio vantaggio in vista dello scontro diretto di sabato allo Stadium. Ecco così che Ancelotti al 67′ concede la standing ovation a Insigne e getta nella mischia Mertens, seguito poco dopo da Verdi che rileva Zielinski (77′). La gloria spetta però ancora a Milik, che all’85’ cala il tris prima di lasciare il posto a Ounas. Finisce così 3-0 e con il San Paolo in festa, stasera forse un po’ meno nostalgico di Sarri in attesa di una sfida che potrebbe sancire definitivamente l’inizio di una nuova era all’ombra del Vesuvio. Nessun dramma invece in casa Parma, dove si cercherà di recuperare in fretta le energie in vista del più abbordabile match di domenica prossima contro l’Empoli al ‘Tardini‘.

fonte: corriere dello sport