Il sogno del Napoli di rimontare il Real Madrid dopo il 3-1 dell’andata è durato 27 minuti, cioè fino a quando si è svegliato “Mister Champions” Sergio Ramos che prima ha pareggiato il gol segnato nel primo tempo da Mertens e poi, complice una deviazione di Hysaj, ha zittito il San Paolo. Il tris di Morata andrà negli almanacchi ma non ha cambiato la storia della partita. Peccato perché il primo tempo del Napoli era stato quasi perfetto, quasi perché era mancato solo il raddoppio. Alla fine, invece, i giganti madridisti hanno avuto la meglio e si è capito perché tra tanti campioni la fascia al braccio la porta un difensore come Ramos.

PRIMA SVOLTA — Logico, quasi scontato, che il Napoli partisse forte perché lo imponeva il punteggio dell’andata e lo chiedeva la spinta del pubblico. Il Real cerca di palleggiare lasciando liberi i tre davanti di scambiarsi spesso le posizioni. Tra gli azzurri Hamsik – impreciso al tiro – è chiamato ad inserirsi in avanti per farsi trovare alle spalle dei centrocampisti avversari e aprire la scatola difensiva spagnola. Navas viene impegnato da Insigne con un bel tiro dalla distanza, ma in generale la pressione azzurra è costante perché il possesso palla è fluido. Quando però Koulibaly sbaglia, Bale riparte veloce e Kroos al volo riscalda la serata di Reina. L’asse tedesco-gallese è quella che funziona meglio per Zidane, ma il Madrid sulla sua destra soffre troppo. Al 24′ la prima svolta del match: azione perfetta del Napoli sull’asse Insigne-Hamsik-Mertens, tutto semplice ma fatto a grande velocità: il belga solo davanti a Navas lo fulmina con il sinistro facendo esplodere il San Paolo. Il copione tattico cambia, il Real alza il pressing con le punte e così nemmeno cinque minuti dopo Cristiano Ronaldo fallisce il pari in maniera sorprendente: manovra perfetta dei Blancos (stavolta in maglia nera) da sinistra a destra con Benzema che imbecca CR7, dribbling a saltare Reina – bravo comunque a rimanere in piedi – e palo pieno del portoghese da posizione defilata. Il Madrid però concede troppi spazi e il Napoli vive di fiammate. Al 37′ è Mertens a colpire il legno dopo un rimpallo che lo favorisce: girata da centravanti vero ma la sorte nega la doppietta al belga prima dell’intervallo.

I MUSCOLI DEL CAPITANO — Ripresa inizialmente con ritmi più compassati e con un Real che sembra più determinato nella riconquista del pallone (Benzema ci mette due minuti a calciare per la prima volta verso Reina, palla a lato). Sarri teme le palle da fermo e Ramos al 6′ gli dà ragione: terzo tempo su angolo di Kross e palla all’angolino opposto. Uno a uno e sogno del Napoli interrotto. A spezzarlo definitivamente, cinque minuti dopo, ci ha pensato lo stesso Ramos – sempre su azione d’angolo . Il suo colpo di testa è imprendibile per Reina in virtù del tocco di Mertens. Qualificazione in archivio anche se il Napoli, trascinato da Rog, riprende a spingere. Impossibile pensare di ribaltare il risultato, legittimo il desiderio di non perdere. Così Koulibaly prova a imitare Ramos in un paio di circostanze ma senza successo mentre Ronaldo si incaponisce alla ricerca del gol che in Champions gli manca da tempo (anche se la vera occasione per il tris capita a Carvajal). Nel finale c’è spazio solo per la gioia personale dell’ex juventino Morata, lesto a ribadire in rete una respinta corta di Reina, e per gli applausi del San Paolo rivolti agli azzurri dal pubblico di casa. Il sogno è stato bello, finché è durato.