di Andrea Russiello
(Official Arriap® Football Team Reporter)

A Napoli la situazione è calda, Higuaìn è passato ormai, ora si deve pensare solo al presente. Il presente non ha un solo nome, ne ha oltre venti, si una vera prima con nomi come Reina, Milik, Maksimovic, Zielinski, Koulibaly, Callejon ed una lunga, qualificata panchina che ci consente di non soffrire ad ogni piccolo o grave infortunio,

Ma il vero nome, quello più importante, quello a cui ci dobbiamo affidare a occhi chiusi è il grandioso Maurizio Sarri. Colui che è partito da dilettante per puro divertimento a oltre 40 anni, un vero intenditore di calcio, colui che ha lasciato un ricordo positivo in qualunque squadra abbia allenato. Nato a Napoli precisamente tra Bagnoli e Pozzuoli e cresciuto in Toscana, si è costruito negli anni una personalità intrigante, a metà napoletano scaramantico e furbo e metà fiorentino sanguigno e passionario. Non ha scrupoli, veste in campo con la sua candida tuta e sempre con il suo mozzicone di sigaretta tra i denti è colui che ha scoperto e voluto tanti ragazzi, rivelatisi tutti dei veri talenti come Hysaj, Zielinski Saponara e continuiamo con i nomi di Rugani, Tonelli, Valdifiori e tanti altri…

I volti nuovi del Napoli di quest’anno sono sette. Quelli che fanno più rumore tra i tifosi sono Milik e Maksimovic, giocatore che il Napoli ha corteggiato da tre finestre di mercato, il resto è formato completamente da giocatori giovani e promettenti come Rog, Diawara, Zielinski, Tonelli. L’unico con maggiore esperienza è quella di Emanuele Giaccherini, reduce da un ottimo europeo con l’Italia di Conte. Quest’anno si sono anche Sepe, prelevato a fine prestito dalla Fiorentina, e Roberto Insigne, anche lui il prestito dall’Avellino. Tutto sommato un buon mercato .

Le cessioni sono state altrettante se non di più, la maggior parte sono servite solo a sfoltire la rosa, la cessione che fa più rumore e che ha ferito milioni di tifosi è quella di Higuaìn a Napoli, ora meglio conosciuto come traditore o lo_a, insomma avete capito. Oltre al “cuore ingrato” ci sono state le cessioni di Valdifiori, Grassi, De Guzman, Luperto, David Lopez, Dezi, Zuniga, Andujar, Gabriel Regini e Chalobah.

Il nuovo Napoli è un Napoli in cui non conta il valore del singolo, ma dove prevale la rosa, la squadra, tutti si aspettavano un grande nome e qualcuno si sente ancora deluso. Ma fidatevi, noi il grande nome ce l’abbiamo già, è Napoli, un Napoli unito, con una panchina lunga ed agguerrita ed uno spogliatoio solido, giocoso, affiatato. Uno spogliatoio dal quale uscirà la squadra giovane, pulita, cazzutissima, ma soprattutto unita. Perché ricordate, da soli non siamo capaci di niente, ma insieme possiamo fare di tutto.