In Italia, circa 3 milioni di lavoratori non fanno  capo ad un albo o un ordine professionale. Quelli che hanno aderito ad una delle 500 associazioni professionali si sono dati un codice deontologico e regole sancite dalla  Legge 4 del 2013. L’Europa con la strategia  2020, in tema di lavoro e professioni,  definisce  lo sviluppo di conoscenze, capacità e competenze  le premesse per la crescita economica e dell’occupazione, la sfida per favorire  l’ingresso nel mercato del lavoro, l’alternanza di  fasi lavorative e di apprendimento,  la mobilità geografica e professionale. Da quì l’esigenza di un sistema di riconoscimento, validazione e certificazione delle competenze che consenta di valorizzare e spendere le conoscenze acquisite in un determinato ambito geografico, nel mercato del lavoro così come nei sistemi di istruzione e formazione europei. In questo scenario si inserisce il neonato “Osservatorio Nuove Professionalità” che intende sviluppare e favorire un dialogo costante tra imprese, sindacati, associazioni delle nuove professioni, organismi di difesa dei consumatori.

Tra i fondatori, Gian Maria Fara,  presidente Eurispes, Elio Lannutti,  presidente Adusbef, Guido D’Amico, presidente Confimprese, Enzo Aquaviva, vice  presidente  Confassociazioni, (presidente vicario dell’Osservatorio), Andrea Tommasini, presidente della Federazione Imprenditoria Sociale, Angelo Sgandurra, presidente di Musa onlus, Vincenzo Mastronardi,  presidente dell’istituto di scienze criminologiche, Monica Calderaro, Enzo Romano per imprenditoria agricola, Marco Bartolelli, direttore generale Konsumer, il giurista Massimiliano Fioravanti (responsabile dell’ufficio  legale). Presidente Onorario Giovanni Bisogni, numero uno dell’Università degli Studi Internazionali di Roma, primo ateneo ad aver attivato una linea di ricerca sulle nuove professionalità.

“Il valore del lavoro non può essere espresso solo dal salario con cui viene remunerato”, afferma Guido Salerno, presidente dell’Osservatorio. “Occorre tener conto del costo della sua formazione, culturale e professionale, posto a carico della collettività e del sacrificio personale del singolo”.
“Le nuove professionalità – sottolinea il manager napoletano Stefano Loparco, direttore dell’Osservatorio -, agevolano e promuovono il cambiamento dei paradigmi produttivi e delle relazioni sociali. Rappresentano la trama in cui si intrecciano offerta di lavoro, formazione e richiesta di nuove competenze, coinvolgendo tutti i processi formativi ad ogni livello. L’Osservatorio Nuove Professionalità dunque  si propone di rappresentare con oggettività scientifica questi fenomeni, di renderne leggibili le correlazioni di contesto, mettendo sempre al centro l’uomo ed i suoi diritti. Come afferma il presidente Salerno: solo uno sviluppo economico e sociale equilibrato e sostenibile è garanzia di pace e prosperità per i popoli”.
Fondamentale per l’Osservatorio il rapporto con accademie internazionali ed istituzioni universitarie, pubbliche e private ed enti di certificazione internazionale. Primi appuntamenti romani per L’Osservatorio  il 12 ottobre, alle 11.30 la conferenza stampa  presso la Ficei  (via degli uffici del vicario 49) e  successivamente il 21 ottobre alle 15.30,  il convegno  “L’Università e la formazione di  Nuove professionalità” con Eurispes e l’Università degli Studi Internazionali di Roma, presso l’Unint (Via Cristoforo Colombo, 200).
In programma numerose iniziative che privilegeranno il Mezzogiorno dove l’Osservatorio assumerà, nell’intenzione dei fondatori, un ruolo importante nell’elaborazione di progetti strategici per una nuova  politica attiva del lavoro.