Il presidente del Consiglio Matteo Renzi è giunto a Napoli dove firmerà in Prefettura con il sindaco Luigi de Magistris il “Patto per Napoli” che stanzia 308 milioni di euro per opere pubbliche in città.

La firma del patto segna una tregua nella lunga polemica tra De Magistris e il governo in conseguenza del commissariamento dei lavori per la bonifica dell’ex sito siderurgico di Bagnoli.

Renzi è giunto in prefettura con circa due ore di ritardo a causa delle condizioni meteo che hanno impedito il decollo dell’elicottero da Roma costringendo il premier a spostarsi in auto. Il premier successivamente si sposterà nella sede del quotidiano Il Mattino per un’intervista che sarà trasmessa in diretta web.

Renzi si scusa per il ritardo e ricorda che oggi si chiudono tutti i Patti con le città: «Le amministrazioni decidono e noi ci impegniamo a finanziare nel sistema di controllo reciproco e tutti i cittadini controllano noi, questo è il metodo – afferma il premier – queste scelte non sono partite oggi naturalmente, penso alla metropolitana che può essere la più bella del mondo». Poi Renzi parla dei progetti per Scampia come «un punto di qualità e una risposta a coloro che hanno stereotipi sul Sud. Ai sindaci dico di progettare interventi sulle scuole. Purtroppo la filosofia dell’austerity ha portato a rinunciare ad alcuni interventi ma occorre cambiare, ritagliando risorse per l’edilizia scolastica e noi diciamo – annuncia – che questi fondi sono fuori dal patto di stabilità».

Quindi sugli impianti sportivi assicura che «la graduatoria resterà aperta per finanziare altri interventi. La discussione sul Sud è partita male ma alla fine secondo me è stata utile. Poi ciascuno si tiene le sue idee, com’è noto con de Magistris abbiamo molte idee diverse dal punto di vista politico, ma a livello istituzionale Napoli supera qualsiasi divergenza».

«Basta con fare solo l’elenco delle cose che non vanno – è poi la riflessione del presidente del Consiglio – anche i comuni più piccoli devono sapere che sono importanti, non si va avanti solo lamentandosi».. Infine Renzi conferma gli sgravi occupazionali nel Jobs act «che restano al 100 per cento». Quindi la firma del Patto tra premier e sindaco. Una firma che spazza via mesi di tensioni e polemiche. E l’attesa stretta di mano, che mancava dall’agosto del 2014.