NAPOLI – “Quella del Giubileo bancario è un’ottima proposta, ma va eliminata subito un’idea: non si tratta di invocare misericordia, bensì di impedire ‘sconcezze’ che il sistema bancario sta facendo nei riguardi di famiglie, imprese ed anche dei propri azionisti.

La vendita dei crediti deteriorati, che potrebbe essere fatta ai debitori stessi, oggi viene invece offerta ai fondi di investimento speculativi che comprano il debito a sconto e poi attivano azioni di recupero per l’intero importo.

Per cui, alla fine, gli unici che ci guadagnano sono i hedge fund a discapito di famiglie ed imprese. Si tratta di evitare questa oscenità da parte di un ministro del Tesoro che, a dire il vero, conferma la totale inadeguatezza dei tecnici al governo perché sono subalterni alle indicazioni della Bce e della Commissione Europea senza avere la capacità di argomentare, una fondamentale qualità richiesta a chi svolge un’attività politica”.

Lo ha detto l’ex ministro del Bilancio Paolo Cirino Pomicino nel corso del convegno “Il Giubileo bancario e la remissione dei debiti”, promosso dall’Ugdcec di Napoli, “Favor Debitoris”, Confimprese Italia, presso l’Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Napoli.

“Nei prossimi giorni sarà predisposta una diffida di massa da parte dei debitori agli istituti di credito – ha aggiunto Cirino Pomicino – chiedendo esplicitamente di non vendere ai fondi speculativi i crediti deteriorati ed offrendo il 5% in più della proposta avanzata alle banche”.

“Col Giubileo bancario si punta finalmente il dito sui mali che affliggono l’economia del Paese – ha evidenziato Vincenzo Moretta, numero uno dei commercialisti napoletani -. Credo che crediti e debiti delle banche debbano restare in Italia e in questo senso è fondamentale l’intervento del legislatore che consentirebbe una ‘boccata d’ossigeno’ per il mondo delle imprese”.

Maria Caputo, presidente dell’Unione giovani dottori commercialisti ed esperti contabili partenopei, ha affermato: “I giovani commercialisti propongono soluzioni alternative alla crisi economica, non ci stanno più a lamentarsi. La proposta di legge a firma dei parlamentari Paglia, Marotta e de Pretis può essere una valida alternativa per uscire dalla crisi che attanaglia imprese piccole e grandi”.

Secondo Monica Mandico esponente dell’associazione Favor Debitoris, aderente MLS: “In Parlamento ci sono tre proposte di legge sulla remissione del debito e il Giubileo bancario. È un momento storico irripetibile per eliminare le sofferenze bancarie trovando un accordo con i debitori per ridurre il loro debito anziché cederlo a fondi avvoltoi”.

Livia De Gennaro, Gip del Tribunale di Napoli, ha evidenziato: “Il Giubileo bancario è una soluzione percorribile, la crisi delle banche è anche quella delle imprese, è una difficoltà di tutto il sistema. Un’economia non finanziata non conviene a nessuno”.

Per Vincenzo Perrotta, presidente Confimprese Italia di Napoli, “l’ultima cattiva notizia arriva con la Legge 133 che consente il cambio del sistema di cartolarizzazione: adesso anche i clienti che hanno un profilo che tende verso l’incaglio possono essere ‘comprati’ dai fondi sovrani”.

“Quella del Giubileo bancario – ha sottolineato invece Biagio Riccio, presidente dell’associazione Favor debitoris – è una delle poche proposte salienti: se lasciamo il mercato dei crediti deteriorati ai fondi speculativi accadrà un massacro sociale”.

Immacolata Vasaturo, consigliere delegato Odcec Napoli, ha rimarcato: “Una nuova legge sulle sofferenze bancarie aiuterebbe innanzitutto le banche, che sono in grande difficoltà. Potremmo utilizzare lo stesso strumento per salvare istituti di credito ed imprenditori, e ridare così ossigeno ad un’economia italiana che rispetto a partner europei è in sofferenza”.

Per Guido D’Amico, presidente nazionale Confimprese Italia, “il Giubileo bancario è una grande opportunità per il rilancio del sistema economica. Sarebbe un’operazione molto semplice e risolutiva per le parti in causa”.

Mentre Dino Crivellari, fondatore di Master Legal Service, ha affermato che “la logica è la stessa di un periodo post bellico: la crisi è stata una guerra, ma ora nelle banche ci sono macerie che vanno rimosse trovando un accordo con i debitori”.

Secondo Massimiliano Marotta, docente dell’Uninettuno di Roma: “Il Giubileo bancario può essere una soluzione definitiva, ma c’è bisogno di una tempistica rapida. Ad oggi i progetti di legge non sono stati ancora calendarizzati e si dovrà trovare in fretta uno sbocco concreto”.

Opinione simile a quella di Ciro Esposito, presidente commissione Diritto Fallimentare Odcec Napoli: “Al Giubileo bancario occorre affiancare una nuova cultura della crisi: significa prendere atto che la crisi è una malattia che va curata tempestivamente”.

Francesco Mazzella, Confprofessioni Campania, infine, ha rimarcato il grosso impegno “nell’attività di monitoraggio delle politiche legislative che riguardano i liberi professionisti. È un lavoro con il quale cerchiamo di migliorare le condizioni professionali di tutta categoria”.