Una storia di violenza. Di folle e immotivata gelosia. Racconta di un uomo di 23 anni che si avventa con inaudita violenza contro un minore, colpevole, a suo dire, di frequentare la sorella e lo riduce in fin di vita. Accade a Posillipo, all’interno di un cortile adiacente una scuola, dove due coppiette di minorenni si stavano salutando dopo aver trascorso la serata sul lungomare di Pozzuoli. Qui c’è C. M., 16 anni, con la ragazzina che frequenta da un paio di mesi. Sono con un’altra coppia di fidanzatini, uno dei quali abita lì, nella casa attigua alla scuola. Si stanno salutando e C. M. sta per salire sul suo scooter, quando A. D. V., fratello della fidanzatina del minore, arriva come una furia.

Il ragazzo entra nel cortile dove sono i quattro. Vedendo arrivare il fratello, la minorenne fugge. Non così il fidanzatino che viene aggredito e picchiato selvaggiamente con calci e pugni. Botte ne subisce anche l’altro minore, ma meno violente rispetto all’amico. Il 23enne si accanisce e sarebbe potuta finire anche peggio se i due giovani non fossero riusciti a rifugiarsi all’interno della casa. L’aggressore prova anche a sfondare la porta ma poi rinuncia e va via.

C. M. è dolorante, sanguina. L’amico chiama la madre del ferito. È lei a correre sul posto e a portare il figlio al Pronto Soccorso del Fatebenefratelli. Il 16enne è in condizioni gravissime, rischia di morire per un’emorragia interna. Viene operato d’urgenza dai medici che gli asportano la milza spappolata a causa dei colpi ricevuti. I medici gli salvano la vita. Il ragazzo resta in prognosi riservata, ma le sue condizioni si sono stabilizzate. Se la caverà: trenta giorni la prognosi.

Immediate, scattano le indagini dei carabinieri della stazione di Posillipo al comando di Tommaso Fiorentino. I militari, coordinati dal pm Sergio Amato, interrogano gli amici e i familiari della vittima. Sono tutti incensurati e in poco tempo vengono scartate piste riconducibili alla criminalità. I militari ricostruiscono per sommi capi quanto avvenuto, vanno a prelevare il fratello della ragazzina e lo ascoltano per ore in caserma. In serata il giallo si chiude. Per l’uomo scatta il fermo in carcere su disposizione del pm. Pesante l’accusa: è indagato per tentato omicidio.

Da quanto trapela, sembra che al 23enne non andasse giù la frequentazione della sorella con quel ragazzo. La gelosia non sarebbe legata solo a C. M., ma a chiunque frequentava la ragazzina. Anche se, al momento, non risultano altri episodi di violenza.

Su quanto avvenuto interviene anche l’avvocato Mario Covelli, presidente dell’associazione nazionale Camera penale minorile: «Non osiamo immaginare cosa succederebbe se andasse in porto la soppressione dei tribunali per i minorenni contenuta nel disegno di legge 2284, ora all’esame della sommissione

Giustizia del Senato, quando veniamo a conoscenza di gravi fatti come quello accaduto a Posillipo ai danni di un 16enne».

Secondo Covelli «il tribunale per i minorenni svolge una funzione essenziale per la prevenzione e il recupero dei minori devianti e per la tutela dei minori vittime di reato, motivo per cui la soppressione sarebbe contro i principi costituzionali e gli impegni assunti dall’Italia a livello europeo e internazionale».