Un bus su due in meno in strada, 6 treni della metropolitana (invece dei 9 ordinari), funicolari chiuse alle 22, l’impianto di Mergellina non funzionante perché privo di personale. È un agosto a piedi, quello annunciato dal piano ferie dei trasporti cittadini. Spostarsi con i mezzi pubblici sarà sempre più un’impresa. Soprattutto in periferia, quasi del tutto sguarnita di un servizio decente. Attese anche fino a un’ora, soprattutto di sera. Posillipo non sta meglio. Fioccano le proteste sulla linea C28, i bus sono praticamente un miraggio.

Residenti e turisti sono ostaggio di una navetta fantasma. Turisti non solo costretti a subire disagi ma anche insultati, stando ai racconti di testimoni che hanno riferito di una giapponese ingiuriata da un dipendente addetto alle vendite dei ticket in metropolitana. “Il dipendente sarà sanzionato, ha sbagliato: comportamento inaccettabile”, promette l’azienda. I dati ufficiali dell’Anm danno un calo del servizio su gomma tra il 35 e il 40 per cento (43 linee sono programmate nel week end tra il 22 luglio e il 1 settembre) ma la realtà è ben diversa dal quadro disegnato sulla carta. La situazione peggiora ad agosto e soprattutto nei fine settimana, quando spesso su alcune linee viaggia un solo bus e un solo autista.

Un calvario che si ripete puntualmente la domenica sulla R6 a piazzale Tecchio ma non solo. Caos e disagi anche ieri nel deposito di piazza Carlo III, pochissimi i mezzi usciti in strada, a causa di guasti all’impianto di condizionamento e cattive condizioni di manutenzione. Primo testimone dei disservizi è la pagina Facebook ufficiale dell’azienda, un vero e proprio bollettino di guerra. Una lista di soppressioni, chiusure anticipate di stazioni e funicolari, stop improvvisi. Una lista a cui segue un lungo elenco di lamentele e (spesso) di insulti dei viaggiatori.

“C’è una differenza tra il dato programmato e quello reale delle ferie – chiarisce Adolfo Vallini dell’Usb – la verità è che gli autobus mancano e l’organico in ferie si somma a una carenza di personale già endemica. Le vacanze non vengono distribuite equamente. Poi, soprattutto nei week end, chi lavora non vuole sottoporsi alle ingiurie degli utenti, così cresce l’incidenza di personale in malattia”. L’unica linea in funzione a regime è l’Alibus: nessuna corsa tagliata, folla di turisti e napoletani a bordo.

Se il mezzo turistico funziona alla perfezione, le funicolari presentano un bilancio disastroso. Chiusura alle 22, la centrale appena riaperta (ancora in periodo di presercizio) si ferma un giorno sì e uno no. Ieri è rimasto chiuso per manutenzione anche l’impianto di Montesanto, riaperto stamattina alle 7. Insomma, non c’è pace per l’utente dei mezzi pubblici. Treni sovraccarichi, attese più lunghe, disagi raddoppiati anche per gli utenti della linea 1 della metro. Dai primi di agosto e fino al primo settembre, è crisi annunciata. Per sopperire alla mancanza di personale, l’Anm ha consentito lo straordinario anche ai macchinisti in ferie che hanno dato disponibilità.

Un caso eccezionale, viste le difficili condizioni finanziarie in cui versa l’azienda. Una soluzione-tampone contro i disagi ma con pochi treni a disposizione le attese si allungheranno comunque a 20 minuti. Anche qui c’è differenza tra il dato ufficiale e quello reale. L’azienda annuncia una riduzione del 30 per cento del servizio ma in realtà anche per i treni si viaggerà a metà regime (meno 40 per cento). In più chiudono le seconde uscite delle stazioni.

fonte: napoli.repubblica.it

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