Circa 2.000 persone, tra cui la metà esponenti di una influente tribù sunnita, sono state ammazzate in Siria dai miliziani dello Stato islamico (Isis) dalla dichiarazione di nascita, a fine giugno, del Califfato. Lo riferisce l’Osservatorio siriano dei diritti umani (Osdh).
L’organizzazione disponde di una vasta rete di fonti civili, mediche e militari e afferma di “aver documentato l’esecuzione di 1.878 persone cadute in mano all’Isis dal 28 giugno al 27 dicembre”.